Weah presidente della Liberia: se il calcio cambia uno Stato

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Dal punto di vista socio-politico le elezioni del 26 dicembre 2017 in Liberia sono state di un’importanza notevole. E non solo perché per la prima volta nello stato africano sono avvenute liberamente dopo gli anni tragici delle guerre civili, ma anche (e forse soprattutto) perché ad essere stato eletto come nuovo Presidente è stato George Weah, noto calciatore africano degli anni ’90.

Per chi ha avuto Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio per anni il parallelo tra calcio e politica non suonerà certamente nuovo, ma senza dubbio il fatto che ad essere stato eletto sia un uomo le cui referenze sono quasi tutte derivanti dai suoi meriti sportivi è curioso e non trova alcun riscontro in nessun altro paese. Sì, nella storia recente ci sono stati ex giocatori con ruoli importanti in politica (per esempio in Italia abbiamo avuto tra gli altri Rivera e Tardelli, in Georgia l’ex Milan K’akhaber K’aladze è stato eletto sindaco della capitale Tblisi e in Brasile la leggenda Pelè è stato per tre anni Ministro dello Sport) ma è la prima volta che uno Stato intero, per giunta in situazioni disastrose, affida il proprio presente ed il proprio futuro ad un ex giocatore di calcio.

La missione del primo e unico pallone d’oro africano non si preannuncia affatto semplice, ma non é questo che qui vogliamo sottolineare. Non vogliamo infatti spiegare le indubbie difficoltà del paese africano, di cui molti hanno già parlato, e neanche fare delle proposte di miglioramento di una situazione, quella in Liberia, di difficile e complessa gestione (qui una breve rassegna). Il nostro intento è piuttosto porre l’attenzione sulle implicazioni che può avere questa scelta del popolo della Liberia dal punto di vista della comunicazione politica e sociale. Ovvio, è pressoché impossibile accomunare l’esperienza del paese del nord-est africano con un’altra democrazia occidentale, ma va sottolineato come un popolo che ha vissuto (e vive) la fame ogni giorno, colpito da malattie mortali, con un grado di corruzione altissimo e condizioni di lavoro ai limiti dell’umano scelga come uomo del rinnovamento un personaggio che del calcio giocato ha fatto la propria vita come Weah.

La cosa fondamentale che questa vicenda ha dimostrato ancora una volta è come l’immagine al giorno d’oggi se non è tutto, poco ci manca. La storia politica di Weah, cominciata poco dopo il ritiro dal calcio giocato nel 2005, aveva subito vari fallimenti nonostante un grande supporto dei più giovani (altro aspetto della vicenda di cui parleremo tra poco) e sembrava non dover avere uno sbocco finale in qualche ruolo importante. Poi nel 2016 la svolta, anche grazie a Jewel Howard, ex moglie del “signore della guerra” Charles Taylor, scelta da Weah come vice-presidente (altro aspetto da tenere d’occhio).

Collegato al tema dell’immagine, come già anticipato, è anche quello del voto giovanile della Liberia. Le classi più povere e i giovani infatti hanno votato quasi totalmente per George Weah Presidente. Questo un po’ perché l’immagine, come detto, conta molto soprattutto in paesi con alti tassi di analfabetizzazione, e un po’ perché la condizione giovanile è drammatica, con picchi di disoccupazione altissimi. Non a caso Weah in campagna elettorale si è spesso rivolto ai più giovani per avere consenso (col senno di poi, con ottimi risultati). E lo dimostra anche il video del giorno dell’elezione di Weah, quando sotto la casa dell’ex pallone d’Oro tantissime persone, tra cui soprattutto giovani, si sono riunite per festeggiare insieme.

La vicenda di Weah Presidente, in conclusione, dimostra l’importanza che immagine e calcio hanno assunto nell’immaginario collettivo moderno, tanto da far sì che un paese intero possa affidare il cambiamento nelle mani di un uomo il cui merito principale, in vita, è stato quello di saper calciare divinamente un pallone. Di certo la faccenda è singolare, ma solo il tempo potrà dirci se la fiducia di cui ha goduto Weah è stata ben riposta.


A cura di Giacomo Galassi

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Giacomo Galassi

Studente Magistrale in Comunicazione a Firenze. Appassionato di giornalismo e di sport come materia di studio, scrivo per firenzeviola.it e TOmorrowTurin.com.
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