La mostra “100% Italia, Cent’anni di Capolavoriè dedicata, come suggerisce il titolo, agli ultimi cento anni di arte italiana, riassumendo un periodo che si colloca tra il 1915, anno d’inizio del primo conflitto mondiale in cui imperversava il Futurismo, fino al 2015. Il titolo gioca con il numero 100, simboleggiando infatti cento anni di arte, ma al contempo anche un forte marchio d’identità che gli italiani sanno ricercare e ritrovare nell’arte come in nessun altro campo.

La mostra è stata ideata da Andrea Busto che si è avvalso di sette diversi curatori, ovvero Luca Beatrice, Lorenzo Canova, Claudio Cerritelli, Marco Meneguzzo, Elena Pontiggia, Luigi Sansone e Giorgio Verzotti. Tanti curatori sono stati assolutamente necessari data la vastità dell’impresa di questa mostra, che ha visto protagoniste tutte le diverse correnti d’arte a cui l’Italia ha dato i natali negli ultimi cento anni di storia. Questo il filo conduttore della mostra che ha portato alla realizzazione di ben diciassette sezioni con circa cinquecento opere di diversa natura, in prevalenza di collezioni private ma anche pubbliche, suddivise poi tra sette diversi poli espositivi in tre diverse città piemontesi: Biella, Vercelli e Torino.

Ogni polo ospita le diverse correnti artistiche nel modo più congeniale al periodo storico che gli è stato associato ed è incredibile e, soprattutto, percepibile come ognuno di questi contenitori sia perfettamente adatto ad adempiere al ruolo assegnatogli, modellandosi a pennello sulle opere in mostra.

Athos Casarini, Dinamismo di Metropoli, 1912

Apre idealmente il filo dell’esposizione la città di Biella con il Futurismo ospitato nella meravigliosa location che è Palazzo Gromo Losa, mentre per il Secondo Futurismo è stato invece scelto il Museo del Territorio Biellese, altro luogo di grande impatto e bellezza. Balla, Boccioni, Depero sono solo alcuni dei nomi degli artisti che potrete ritrovare nel biellese tra queste due sedi della mostra. Il filo continua fino a Vercelli ove L’Arca, suggestiva ex Chiesa di San Marco, ospita le sezioni di Metafisica, Realismo magico e Neometafisica con artisti quali Morandi, Casorati, De Chirico e Calderara.

Giorgio De Chirico, La Battaglia sul ponte, 1969

A Torino a fare da protagonista è in primis il minimalissimo MEF Museo Ettore Fico, che ospita Novecento, Corrente, Informale, Astrazione e Pop Art (MEF outside); seguono il Mastio della Cittadella e Palazzo Barolo. Il primo riempie il suo enorme open space con Optical, Minimalismo, Arte Povera e Concettuale, mentre Palazzo Barolo, luogo con accezioni storiche fortemente visibili anche durante il percorso diviso tra sale e cantine romane, è lo sfondo per Transavanguardia, Nuova Figurazione ed International. In questo spazio carico di storia artisti del calibro di Francesco Vezzoli ed Eva Marisaldi convivono e comunicano perfettamente con il luogo ospitante.

Franco Garelli, Attesa, 1963

Magica la sinergia che si crea tra questi luoghi e le opere in mostra. Magico il gigantesco arazzo che è stato idealmente tessuto tra questi tre poli del Piemonte: le distanze sono annullate in un attimo, il filo conduttore dell’italianità del nostro ultimo secolo è fortissimo e le azzera.

Cento anni di arte da scoprire tutti d’un fiato. Tenendo presente che la mostra sarà in corso fino al 10 Febbraio, se non l’aveste ancora visitata in parte o completamente, sapete già cosa mettere in programma per le prossime Domeniche.


A cura di Martina Bastianelli

Per info su luoghi e orari della mostra:

http://www.museofico.it/mostre/100-italia-centanni-capolavori/

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Martina Bastianelli

Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico collaboratore restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed un servitore dell'arte e del bello sin da quando all'età di otto anni costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia “torinesità”- ma mai del tutto - negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord - Italia e non solo - per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il monito “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Non posso definire chiaramente la mia figura lavorativa perché al momento faccio tantissime e diverse cose, ma amo l'arte, conservarla e divulgarla, amo la musica e la sua virale diffusione, amo lavorare a contatto con le persone e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web - WhyNot Mag e Onda Musicale - eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ”l'arte salverà il mondo!”
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Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico collaboratore restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed un servitore dell'arte e del bello sin da quando all'età di otto anni costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia “torinesità”- ma mai del tutto - negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord - Italia e non solo - per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il monito “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Non posso definire chiaramente la mia figura lavorativa perché al momento faccio tantissime e diverse cose, ma amo l'arte, conservarla e divulgarla, amo la musica e la sua virale diffusione, amo lavorare a contatto con le persone e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web - WhyNot Mag e Onda Musicale - eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ”l'arte salverà il mondo!”
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