Pulizie post elettorali in casa Mediaset. Cadono Maurizio Belpietro e Paolo del Debbio

Pulizie da Mediaset dopo il recente risultato elettorale: ne fanno le spese Maurizio Belpietro e Paolo del Debbio, conduttori di Dalla vostra parte e Quinta colonna.

Le due trasmissioni in onda su Rete4, il sancta sanctorum dei fedelissimi del cavaliere, non piacciono alla cerchia dell’inner circle di Forza Italia. Questa la ragione riportata da “Il Fatto Quotidiano” per spiegare il motivo delle tardive pulizie pasquali; le due trasmissioni sono accusate di aver fomentato l’onda populista che ha portato voti nelle file di Cinque stelle e Lega.

In effetti se è esistita mai una definizione appropriata del populismo in ambito televisivo, l’archetipo sono proprio le due trasmissioni in questione, che rispondono più o meno allo stesso format.

Si tratta di un bombardamento alla Coventry mirato a spazzare via ogni briciolo di buonsenso dalla ragione dei telespettatori, dove elementi da talk show e da TG4 si mescolano e rafforzano, creando una miscela balorda più esplosiva della nitroglicerina.

La base è una buona dose di razzismo, neanche troppo celato da una facciata di qualunquismo populista. Su queste ottime premesse viene innestato il fuoror di popolo con il collegamento delle piazze, a cui rispondono ospiti più o meno inesistenti che provano a farsi intendere dalla Papuasia minore, fintanto che non gli venga tolta la parola.

E come sarebbe stato mai possibile dunque prevedere che un programma de genere avrebbe fomentato un certo tipo di elettorato? Si tratta della stessa domanda che potrebbe porsi un ustionato dopo aver rovesciato una tanica di benzina sul fuoco.

È esagerato? potrebbe smembrarlo ma se si pensa ad alcune perle che questi programmi hanno regalato al mondo dell’informazione si ridimensiona immediatamente il beneficio del dubbio.

Tra queste, una delle prime da annoverare per quanto riguarda Dalla vostra parte è il memorabile scontro tra Bello FiGo e Alessandra Mussolini, lotta titanica che ha preso piede innanzi agli occhi di pochi fortunati, tra cui naturalmente Belpietro.

Un altro clarissimo esempio che parla per tanti altri è il caso di Roberto Poletti, in collegamento con una accozzaglia di gente assatanata,  razzista e inferocita. Il caso principe è quello di  un nonno cagliaritano infuriato che  prende la parola per i suoi compari citando bastonate per strada tra bianchi e neri, senza che Belpietro batta ciglio.

A sbrigarsela in compenso c’è il caro vecchio Karaboue, ospite fisso di Maurizio Belpietro, sempre in collegamento con la peggior specie di strilloni del mezzogiorno islamofobi e xenofobi; il poveretto fa quel che può tra l’ironia del conduttore e una regia “poco accomodante”.

Insomma, tanti e tanti servizi d’informazione non esattamente indispensabili, se non per aver regalato al mondo tesori mediatici come la povera Rosina e il suo forcone anti immigrati.

Il format di Quinta Colonna neanche a dirlo è più o meno lo stesso, e Paolo del Debbio a quanto pare non disdegna la cara vecchia tecnica del mescolare un problema con un altro. L’esempio chiave è il servizio sulla disgraziata pensionata che non riesce ad arrivare a fine mese e non può permettersi le bollette (fatti di per sé tristissimi), seguita dalla domanda furbesca: ma perché i soldi per i migranti ci sono? E giù miasmi dalla piazza con il solito Roberto Poletti ed altri venti soggetti, come si direbbe in Toscana “portati dalla piena”.

Per chi non avesse il gusto per simili corbellerie, il cambio di conduzione di Dalla vostra parte e la chiusura dei battenti di Quinta colonna (annunciata per il 26 aprile), è senza dubbio una buona notizia.

Per i più estremisti che non gradissero la trasmissione in diretta nazionale di   populismo, razzismo, islamofobia ; si tratta di una notizia da festeggiare.

Attenzione però! Sebbene nel fortino di Rete quattro si stiano alleggerendo lievemente i toni, c’è da aspettarsi che tornino alla ribalta molto presto con format di comunicazione simili. In effetti, le trasmissioni di questo canale sono un po’ come la morte nera dei Sith di Guerre Stellari; per quanto se ne possa distruggere una, ce n’è sempre un’altra più grande e potente in costruzione.

Così è stato ad esempio con la caduta del fedelissimo Emilio Fede, uno dei consacrati di vecchia data alla tavola rotonda, sostituito da Giovanni Toti (già direttore di Studio Aperto) alla guida del TG4.

Come epitaffio per il tramonto di questi due conduttori, che invero fornivano materiale sempre nuovo per gli amanti del trash mediatico, resta un sentimento contraddittorio (per lo meno per chi scrive): un sospiro di sollievo pensando al servizio d’informazione nazionale, un pizzico di rammarico per le future occasioni di spasso mancate su Dagospia e alla Zanzara.

Insomma, chi vuole si goda la notizia delle “purghe” in casa Mediaset fin che può, ai nostalgici del trash va invece un po’ di malinconia.  Ma per entrambi vale il monito dell’“a volte ritornano”: perché su Rete4 in effetti ritornano quasi sempre.


 

A cura di Corso Pecchioli

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Corso Pecchioli

Mi chiamo Corso Pecchioli, sono nato a Firenze nel ’93, e sono al tempo stesso innamorato e in guerra con la mia città. Ad una formazione da liceo classico segue una laurea triennale in Studi Internazionali, attualmente sono iscritto al corso di laurea magistrale in Politica Istituzioni e Mercati- sotto Scienze Politiche. La curiosità mi è stata fortunatamente tramandata in famiglia, sono sempre stato un lettore accanito di romanzi e di saggi di storia e letteratura. trovo nello studio e nella scoperta di tutto ciò che non conosco una grande soddisfazione. Questa fortuna, unita ad un pessimo carattere e ad una memoria lunga, mi rende estremamente critico verso tutto ciò che in virtù della stupidità diventa consuetudine (in altre parole la società consumista intera). Per sfuggire al mio caratteraccio trovo rifugio in tutto quello che mi piace: la radio (conduco una trasmissione su una web-radio), il motociclismo, la corsa, i viaggi, la lettura, le arti marziali, la cucina, i giornali, il cinema, il campeggio, e soprattutto la compagnia delle persone. Onestamente credo che cinque anni di università e un Erasmus mi abbiano dato molto (mi sono anche concesso il tempo di godermi le cose serie della vita durante il percorso accademico); ma altrettanto mi è stato dato dalle esperienze che ho avuto la fortuna di poter fare sul lavoro assieme alle persone più umili, da qualche bel ricordo disseminato in giro per l’Europa e per il mondo, e da alcune notti di paideia poco ortodossa.
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