Andrea Meneghini, classe 1985, è un informatico laureato in Astronomia. Da diversi anni coltiva la passione per lo studio e l’analisi della società democratica e del concetto stesso di democrazia. Nel 2018 ha scritto un interessante ed avvincente romanzo dal titolo “Populana: Storia di un mondo senza eroi”, che ci presenta in questa intervista.

“Populana: Storia di un mondo senza eroi”; di cosa parla il tuo romanzo?

Populana è la storia di Ariel, un ragazzo come tanti. La vita ha appena cominciato a sorridergli con un buon lavoro e l’amore, quando viene sorteggiato Alto Rappresentante della Repubblica di Populana. La “Chiamata” lo fa stare male. Si tratta solo di un anno, ma lui odia anche solo il pensiero di dover fermare la propria vita per servire la società… Eppure, decide di accettare e di cominciare un viaggio che, tra pericolo e mistero, lo porterà a incontrare persone straordinarie e a imparare che non esiste “io” senza “noi”.

Il romanzo è ambientato in un mondo futuro e più nello specifico in uno Stato di tua invenzione, la Repubblica di Populana. Cosa la distingue dalle Repubbliche odierne?

La Repubblica di Populana nasce dalle ceneri di quella che io ho chiamato Grande Guerra, un terribile conflitto che ha quasi distrutto la civiltà. I fondatori hanno compreso che non c’è parte senza il tutto e che ogni uomo è importante. Per il bene comune, hanno quindi stabilito che ogni cittadino di Populana possa essere sorteggiato membro dell’Alta Camera per il periodo di un anno. Il sorteggio e più in generale tutte le attività della società sono regolate dai Tetron, enigmatiche piramidi erette al centro di ogni città… Populana non è un mondo perfetto. Per molti versi è simile al nostro. Ciononostante, la consapevolezza che chiunque possa diventare un Alto Rappresentante porta con sé un’attenzione speciale della Repubblica verso ogni donna e uomo, a partire dall’educazione scolastica. Ma non sono tutte rose e fiori. C’è infatti sempre qualcuno che crede che le cose dovrebbero andare diversamente…

La visione di un mondo in cui domina la democrazia aleatoria, ovvero la democrazia operata tramite sorteggio, è dunque per te una speranza, un auspicio? Perché?

Io penso che ogni persona abbia gli strumenti per fermarsi un attimo ad osservare a che punto siamo e dove stiamo andando come società e come democrazia. Viviamo in un mondo sempre più interconnesso eppure assistiamo al trionfo dell’individualismo. È una gara a chi urla più forte e nella confusione non siamo più in grado di ascoltare. La politica non è altro che la rappresentazione più plastica di tutto questo, il trionfo dei guappi sulle idee. Messia che si succedono uno dopo l’altro incapaci di fare anche il più banale dei miracoli. È forse questa la democrazia? Una guerra santa in cui gli unici a farsi male sono i fedeli? È mai possibile dirsi democratici quando si pensa che, in fondo, gli altri siano indegni e incapaci di prendere buone decisioni? No. Per citare Zimdar, il maestro di Ariel in Populana, democrazia è sinonimo di fiducia nell’uomo, e una società che possa definirsi tale deve operare per consentire a chiunque di poter contribuire. La democrazia aleatoria non significa altro che questo, ovvero sposare il bene del singolo con il bene comune

Quali sono i motivi che ti hanno spinto a scrivere il romanzo? E quali sono i messaggi e le idee che speri il tuo libro possa veicolare?

È triste vedere quante persone professino amore eterno per la democrazia proprio mentre la pugnalano, tradendo i principi di parità, fratellanza e libertà su cui essa si fonda. E, attenzione, sto parlando di parità e non di uguaglianza; sono due cose diverse. Gli uomini sono uguali nella misura in cui sono depositari di una pari dignità che lo Stato deve riconoscere, ad esempio con l’uguaglianza giuridica; “la legge è uguale per tutti”. Altra cosa è l’uguaglianza socio-economica, che lo Stato deve perseguire. La parità, al contrario, dovrebbe essere garantita sin dalla nascita; tutti sono pari in quanto tutti hanno pari possibilità di essere sorteggiati a ricoprire incarichi pubblici nell’interesse esclusivo della comunità.

Credo che come uomini dobbiamo chiederci in che genere di mondo vogliamo vivere e cosa possiamo fare per migliorare le cose. La mia speranza è che Populana aiuti a capire che, pur pensandola diversamente, è con il rispetto e la fiducia che si costruisce la nostra casa comune… Ma la realtà è che questo libro l’ho scritto anche per me stesso. Ho passato tanto di quel tempo a pensare di essere speciale, il protagonista della mia esistenza… E ora che ho capito quanto speciali siano gli altri e quanto ogni persona che ho incontrato sia stata importante per la mia vita, non voglio dimenticarlo mai più.


 

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Samuele Nannoni

Samuele Nannoni

Sono nato a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato alla triennale di Scienze Politiche a Firenze e alla magistrale di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Sono una persona solare e positiva, ottimista il più delle volte. Amo la natura e gli animali; non sopporto il politically correct. Mi piace andare controcorrente, scavare a fondo nelle questioni, mantenendo vivo il più possibile il mio spirito critico. Sono omosessuale; quindi, per definizione, diverso dalla maggioranza. Ne vado fiero, ma non sopporto chi ideologizza la propria identità sessuale. Non sono battezzato e mi definisco agnostico; so di non sapere e di non riuscire a comprendere. Tuttavia, nutro per le principali religioni del pianeta una vastissima curiosità, che ho esplicitato durante il mio percorso di studi accademici. Sono il fondatore e direttore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica Organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica da affiancare alle elezioni per la composizione di organi collegiali, ovvero Assemblee legislative.
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Samuele Nannoni

Sono nato a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato alla triennale di Scienze Politiche a Firenze e alla magistrale di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Sono una persona solare e positiva, ottimista il più delle volte. Amo la natura e gli animali; non sopporto il politically correct. Mi piace andare controcorrente, scavare a fondo nelle questioni, mantenendo vivo il più possibile il mio spirito critico. Sono omosessuale; quindi, per definizione, diverso dalla maggioranza. Ne vado fiero, ma non sopporto chi ideologizza la propria identità sessuale. Non sono battezzato e mi definisco agnostico; so di non sapere e di non riuscire a comprendere. Tuttavia, nutro per le principali religioni del pianeta una vastissima curiosità, che ho esplicitato durante il mio percorso di studi accademici. Sono il fondatore e direttore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica Organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica da affiancare alle elezioni per la composizione di organi collegiali, ovvero Assemblee legislative.
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