Perché è sbagliato dire “se vince il M5S ci saranno incompetenti al potere”

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Nel corso di questi cinque anni PD, M5S, Forza Italia e Lega si sono accusati reciprocamente di sbagli e responsabilità di ogni genere, che adesso a poche settimane dalle elezioni politiche affiorano in misura sempre maggiore (come accade da sempre in ogni Paese in campagna elettorale).

All’interno di questa battaglia dialettica e propagandistica al M5S è stata attribuita l’etichetta di “partito di incompetenti”. In particolare Renzi ha dichiarato, riferendosi al MoVimento “l’incompetenza elevata a elemento di orgoglio”, “l’incompetenza è il nostro avversario da battere”, Berlusconi ha parlato di “gente senza arte né parte”, traslando poi il concetto anche agli stessi elettori pentastellati durante un intervento pubblico in prossimità delle Elezioni Regionali in Sicilia affermando “Chi vota per i Cinquestelle è una persona che non ragiona, è una persona che non ha testa“.

Senza entrare nel merito della diatriba politica, proviamo a suggerire quattro motivi che rasserenino i nostri lettori: qualora il M5S vincesse le elezioni, tutto sommato l’Italia potrebbe non finire governata da persone totalmente impreparate.

1: Perché i Ministri svolgono prevalentemente funzioni di indirizzo politico, le quali a loro volta dovranno essere attuate da un organigramma ministeriale che rimane immutato a seguito delle elezioni politiche, indipendentemente da chi vinca o chi perda. Negli Stati Uniti vige lo Spoil System e a seguito delle elezioni presidenziali un vasto corpo di impiegati “di fiducia” viene destinato agli snodi amministrativi politicamente più sensibili, come per esempio i servizi segreti, il Dipartimento di Stato o il Pentagono. In Italia invece i dirigenti e i funzionari dei vari Ministeri, coloro che mediante procedure concorsuali sono stati assunti secondo criteri puramente tecnici per attuare le mansioni ministeriali, non cambiano quando si insedia un nuovo Governo.

2: Il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, ha più volte ripetuto che un ipotetico Governo 5 Stelle si affiderebbe in larga parte a persone scelte non tanto secondo criteri di fedeltà al partito, di popolarità o consenso mediatico quanto a competenze tecniche. Il Ministero dell’economia, per fare un esempio, sarebbe guidato da una figura esperta della materia e “riconosciuta e ben apprezzata a livello internazionale”. In altri settori non si è fatto mistero della volontà di inserire professori e magistrati. Tra i candidati in Parlamento oltre a noti giornalisti si è cercato di agevolare la rielezione di tanti deputati e senatori che hanno preso parte all’ultima legislatura, per non correre il rischio di pagare il conto dell’inesperienza come in parte avvenne nel 2013.

Paradossalmente il rischio potrebbe essere quello per cui “l’eccesso di competenza” e l’inserimento nei ruoli chiave di personalità “di spicco” del tutto esterne al MoVimento possa mettere in discussione la vision e l’idea di Paese promossa in campagna elettorale dagli esponenti marcatamente politici.

3: Perché “una laurea non fa primavera” e demonizzare chi ne è privo (come ad esempio Di Maio) non porta da nessuna parte. In Italia i laureati sono notoriamente una minoranza (nello specifico ammontano al 18% della popolazione, peggio di noi in UE soltanto la Romania) ed il dibattito dovrebbe casomai volgere sul perché le attuali classi dirigenti non abbiano garantito e promosso a sufficienza il diritto ad uno studio di qualità (come documentato da un report pubblicato lo scorso anno dall’Ocse).

Oltretutto, per quanto la Costituzione attribuisca funzioni cruciali alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, quali quelle di indirizzo e coordinamento politico, direzione dei rapporti con le altre istituzioni e monitoraggio dello stato di attuazione del programma di Governo, se non prevede il conseguimento del titolo di laurea come condizione necessaria a svolgere le suddette mansioni è perché tali compiti rientrano nella sfera “squisitamente politica” e non tecnica.

Secondo questa logica non avrebbero potuto concorrere per la presidenza del Consiglio personaggi come Benedetto Croce, Gabriele D’Annunzio ed Arnoldo Mondadori, o i Premi Nobel per la letteratura Eugenio Montale, Dario Fo e Salvatore Quasimodo.

Guardando al presente tra i volti più noti spiccano Piero Angela ed Enrico Mentana, mentre la lista dei politici è ben più folta: Matteo Salvini, Giorgia Meloni, i Ministri Orlando, Poletti e Lorenzin, gli ex candidati premier de L’Ulivo e del PD, Rutelli e Veltroni, gli ex Presidenti del Consiglio Bettino Craxi e Massimo D’Alema. Tutti non laureati.

4: Perché anche qualora il Presidente Mattarella conferisse a Luigi Di Maio l’incarico di formare un nuovo Governo, egli non potrebbe che mediare con le altre forze politiche (presumibilmente più “competenti”) per tentare di trovare un accordo, una convergenza, un’affinità programmatica tale da garantirgli una maggioranza in Parlamento.


A cura di Michele Seremia

 

Fonti:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-01-14/renzi-m5s-incompetenza-elevata-orgoglio-centrodestra-remake-passatoti-122522.shtml?uuid=AEkPoWiD

http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/01/14/renzi-incompetenza-nostro-avversario_US96eErvllY8Kk79XUPLVK.html

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/24/laffondo-di-berlusconi-contro-il-m5s-l87-dei-loro-parlamentari-non-ha-mai-lavorato-solo-delirio-e-invidia-sociale/3999082/

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/11/01/berlusconi_chi_vota_5_stelle_non_ha_la_testa_a_posto-68-661901.html

http://www.corriere.it/politica/17_ottobre_09/di-maio-vuole-ministri-stile-matteo-m5s-2de7b712-ac5e-11e7-b229-0974b7f57cc3.shtml

http://www.repubblica.it/scuola/2017/04/26/news/lauree_italia_penultima-163947947/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/01/19/m5s-scrive-una-lettera-a-berlusconi-eletti-disoccupati-i-dati-dimostrano-che-sono-solo-6-su-123/4103406/

http://www.governo.it/il-governo-funzioni-struttura-e-storia/la-funzione-dei-ministri/190

http://www.corriere.it/extra-per-voi/2017/01/18/scatta-spoils-system-usa-cosi-cambia-mappa-potere-423afa4c-ddc1-11e6-bc4e-e834b97e9c52.shtml

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13298512/silvio-berlusconi-luigi-di-maio-fattorino-vero-premier-m5s-piercamillo-davigo-otto-giudici.html

http://www.corriere.it/scuola/universita/17_aprile_26/eurostat-italia-penultima-ue-numero-laureati-9e6058c4-2a8f-11e7-aac7-9deed828925b.shtml

http://www.governo.it/organizzazione/funzioni-e-competenze/65

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/15-ottobre-2009/politica-non-ama-laurea.shtml

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/01/16/di-maio-ministro-economiaanche-non-m5s_3e9a3323-4da1-4403-9fda-c9885b4e3703.html

http://www.huffingtonpost.it/2018/01/16/laiutino-ai-deputati-e-senatori-m5s-alle-parlamentarie-compare-la-dicitura-parlamentari-uscenti-in-grassetto_a_23334652/

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Michele Seremia

Mi chiamo Michele Seremia, sono nato a Fiesole il 25/02/1993 e sono iscritto al corso magistrale di Scienze Politiche - Politica, istituzioni e mercato. Fedelmente al mio percorso di studi seguo con sinistro interesse la politica politicante, politichese ed economica. D'estate mi trasformo in casellante. Autunno, inverno e primavera tifo Milan.
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Un pensiero su “Perché è sbagliato dire “se vince il M5S ci saranno incompetenti al potere”

  1. Purtroppo, e per la prima volta, mi trovo in totale e fermo disaccordo con l’autore dell’articolo per tanti motivi. Innanzi tutto la demonizzazione di chi non ha laurea è patrimonio dei 5stelle e loro stessi l’hanno utilizzata a piene mani; impossibile quindi pensare che non gli si ritorcesse contro. Secondo i 5stelle e Di Maio in primis, mancano di una visione coerente ed omogenea dell’amministrazione politica di un paese: Europa, migranti, sanità, educazione, sviluppo economico, welfare sono alcuni degli argomenti in cui hanno dimostrato, senza dubbio, di non avere una linea guida. Terzo, i tecnici hanno, ahimè, dimostrato ampiamente di non essere in grado di guidare alcun dicastero se si esclude, talvolta, quello dell’economia. Se vogliamo aggiungere un elemento: il modo in cui stanno amministrando le poche città che governano è certo improntato al pressappochismo e all’improvvisazione. Credo che il cittadino che ragione abbia tutto il diritto di temere se non la loro incompetenza almeno il loro pressappochismo. Aggiungo che gli esempi dei non laureati assunti al ruolo di ministro non tiene conto delle loro esperienze pregresse che li hanno portati ad essere amministratori a pieno titolo, senza per questo entrare nel merito delle scelte che hanno fatto.

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