Era il 1918, la Grande Guerra volgeva al termine e per evitare che potesse esser versato ancora così tanto sangue sul territorio europeo il presidente degli Stati Uniti d’America Thomas Woodrow Wilson, durante uno dei più celebri discorsi politici del ‘900, elencò quattordici punti programmatici finalizzati alla costruzione di un sistema internazionale in grado di garantire e mantenere la pace.

Tra l’introduzione del concetto di autodeterminazione dei popoli e dell’abolizione delle trattative segrete tra gli Stati, spiccava in particolare il quattordicesimo punto che recitava:

XIV. A general association of nations must be formed under specific covenants for the purpose of affording mutual guarantees of political independence and territorial integrity to great and small states alike.

XIV. Dovrà essere creata un’associazione delle nazioni, in virtù di convenzioni formali, allo scopo di promuovere a tutti gli stati, grandi e piccoli indistintamente, mutue garanzie d’indipendenza e di integrità territoriale.

Veniva così teorizza la Società delle Nazioni, League of Nations, che avrebbe dovuto riunire ad un tavolo le principali nazioni mondiali garantendo in questo modo la pace e la sicurezza internazionale. Lo statuto di una organizzazione intergovernativa avente come scopo quello di accrescere il benessere e la qualità della vita degli uomini fu realizzato durante la Pace di Versailles del 1919 ma questo progetto fallì miseramente fin dall’inizio – complice anche l’assenza degli stessi Stati Uniti, promotori del progetto, che a causa dell’opposizione repubblicana in Senato non aderirono mai. Voi partecipereste ad un festa in cui l’organizzatore resta a casa? Probabilmente no (a meno che non siate molto hipster o siate un po’ sociopatici).

https://fineartamerica.com/featured/wilson-league-of-nations-granger.html

Dalle ceneri della Lega delle Nazioni nacque a San Francisco, prima che il secondo conflitto mondiale terminasse, l’Organizzazione delle Nazioni Unite. L’ONU è l’organismo intergovernativo sovrannazionale più celebre al mondo ma non fu l’unico a prendere vita dopo la World War II. Assieme a lui, furono creati la Banca Mondiale (World Bank), il Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund, abbreviato in FMI) e il General Agreement on Tariffs and Trade (Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio), meglio conosciuto come GATT. Gli artefici di queste organizzazioni, nonché i finanziatori, furono gli Stati Uniti d’America che, consapevoli del ruolo di guida occidentale nel sistema bipolare configuratosi al termine della guerra, si impegnarono nel garantire e offrire «servizi» (quali sicurezza, pace e stabilità economica) non soltanto ai propri alleati ma al mondo intero.

Qual è oggi lo stato di salute di queste organizzazioni? Posto che il GATT è stato sostituito dal WTO (World Trade Organization), le altre organizzazioni internazionali sono ancora vive ma non sono più quel fulgido esempio di cooperazione idealista sovranazionale che sono state fino agli inizi degli anni ’90. La scomparsa dell’URSS e di fatto la fine del bipolarismo ha per diversi aspetti indebolito questi enti che hanno perso parte della loro funzione-natura di contrasto al mondo comunista.

Questo discorso però non vale per quanto riguardo le Nazioni Unite: il loro scopo era di costituire una sorta di «governo mondiale» che attenuasse gli effetti dell’anarchia interazionale in cui vivono gli Stati attraverso la formulazione di risoluzioni.

Cosa sta dunque succedendo a queste organizzazioni oggi? Per prima cosa bisogna osservare come gli Stati Uniti, già dalla presidenza Obama, abbiano fatto un deciso passo indietro all’interno di questi gruppi internazionali. Questo si è poi accentuato in particolar modo con Donald Trump e la sua prospettiva isolazionistica dell’America: la sua idea, riprendendo la Dottrina Monroe del 1827, sarebbe quella di rilegare il colosso stelle&strisce a custode e garante delle Americhe.

La leadership americana nel FMI e nella BM, nonostante gli Usa siano ancora oggi i principali finanziatori di questi enti, è in discussione: la decisione della Banca Mondiale di non finanziare più l’esplorazione petrolifera e l’estrazione di petrolio e gas a partire dal 2019 stride con quanto approvato dal Congresso americano e dall’idea di Trump. Posto che l’indipendenza di questi organi dalle volontà dei presidenti americani è stato un elemento fondamentale per il corretto funzionamento e per il rispetto collettivo dell’istituzione, mai prima d’ora si era avuta una posizione così divergente.

Per quanto concerne invece l’Onu, fu sotto la presidenza Bush che si poté assistere alla sua delegittimazione quando, il 5 febbraio 2003, l’allora segretario di Stato degli USA Colin Powell tenne un discorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel quale, con una boccetta di antrace in mano, denunciò l’Iraq di Saddam Hussein e de facto dichiarò guerra alla Nazione mediorientale nonostante il Consiglio avesse posto il veto sull’operazione. Oggi la proposta di Trump di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo ufficialmente quest’ultima come la capitale dello Stato ebraico, è stata votata negativamente dall’Assemblea dell’Onu. O meglio, l’assemblea ha chiesto (128 voti a favore, 9 contrari, 35 astenuti) agli Usa di rivedere la loro decisione. La risposta statunitense (come sempre, particolarmente pacata) è arrivata tramite un Tweet al vetriolo dell’ambasciatrice Haley: «Alle Nazioni Unite ci chiedono sempre di fare e donare, ora non ci aspettiamo che ci prendano di mira». Haley è stata di parola, gli Usa verseranno 285 milioni di dollari in meno, oltre ad “essersi segnati i nomi di chi ha votato contro”.

Questo atteggiamento di sfida e di destabilizzazione dell’Onu non gioca certo in favore del fragile equilibrio mondiale nel quale oggi viviamo. L’ennesima prova di questa debolezza delle istituzioni sovrannazionali si è avuta il 29 Novembre 2017, quando Slobodan Praljak, ex generale croato condannato per crimini di guerra, si è suicidato dopo aver bevuto in diretta televisiva una bottiglietta contenente veleno in aula nel corso della seduta al tribunale dell’Aja. Questo gesto, per quanto sia stato trasformato in un popolare meme che rivedremo negli anni a venire, è particolarmente grave per due motivi: il primo, abbastanza ovvio, riguarda l’inefficacia dei sistemi di sicurezza del tribunale dell’Aja e delle sue carceri (altri ex militari jugoslavi condannati si sono suicidati in cella) mentre il secondo, leggermente più velato, mostra come l’autorità di questo organo giudiziario non sia stata completamente ignorata.

https://imgur.com/gallery/3fAM6

Senza dover per forza di cose trattare in maniera dettagliata il massacro di Srebrenica e il ruolo dei caschi blu nell’operazione (su questo tornerò una prossima volta), l’Onu ha mostrato e continua a mostrare le sue debolezze e segnali di cedimento. Gli Usa di Trump non sembrano intenzionati a mantenere a lungo istituzioni sovrannazionali che non rispecchino i loro interessi e le loro convinzioni (su alcuni temi come quello del riscaldamento globale davvero molto molto particolari) e l’atteggiamento di sfida e disinteresse nei loro confronti non farà altro che aumentare il senso di insicurezza e di incertezza nelle relazioni tra gli Stati. La Cina potrebbe essere la risposta più scontata a questo problema: il gigante asiatico potrebbe sostituirsi agli Usa nel garantire i servizi e la stabilità finora offerta dagli yankees e la costruzione della nuova Via della Seta è un primo timido inizio verso questa direzione.

Una seconda ipotesi potrebbe essere un direttorio composto da super potenze (Usa, Canada, India, Cina, Russia, Iran, Arabia Saudita, Giappone e se riuscissero ad accordarsi Unione Europea) che “spartendosi” il mondo in più aree di competenza potrebbero essere in grado di gestire ed intervenire con efficacia laddove si creassero dei problemi.

Non ci resta che vedere cosa ci regalerà il 2018 e quali saranno gli sviluppi, nel frattempo vi auguro buon anno e buon divertimento con i Tweet di Trump

P.S.: se volete risolvere tutti i problemi, lasciatemi fare il Dittatore mondiale in modo da risolvere ogni dubbio e problema.


A cura di Filippo Fibbia

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Filippo Fibbia

Volevo stupirvi con qualcosa di fantasmagorico su di me, ma al momento non mi viene in mente nulla. Nemmeno una di quelle definizioni superfighe in lingua inglese. Posso però dirvi che un uomo molto saggio è colui che non gioca mai a saltacavallo con unicorno. Non prendetemi troppo sul serio, ma nemmeno troppo poco. Il trucco per rimanere in piedi è sapersi bilanciare senza scendere a compromessi.
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Volevo stupirvi con qualcosa di fantasmagorico su di me, ma al momento non mi viene in mente nulla. Nemmeno una di quelle definizioni superfighe in lingua inglese. Posso però dirvi che un uomo molto saggio è colui che non gioca mai a saltacavallo con unicorno. Non prendetemi troppo sul serio, ma nemmeno troppo poco. Il trucco per rimanere in piedi è sapersi bilanciare senza scendere a compromessi.
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