Un grande ritorno… inaspettato

Dal 01/05/2019 nelle sale cinematografiche di tutta Italia assistiamo ad un inatteso quanto mai gradito riorno: il regista Baird fa rivivere sul grande schermo l’incanto di una delle più note, longeve ed affiatate coppie di comici: Stan Laurel e Oliver Hardy. Si tratta dei mitici Stanlio e Ollio, le cui “comiche” hanno accompagnato la crescita di milioni di generazioni in tutto il mondo, che li hanno amati ed apprezzati.

Grazie anche alla sceneggiatura di Pope, la pellicola sviluppa il suo intreccio partendo da una tournee dei teatri di Inghilterra e Irlanda che l’immortale duo aveva intrapreso per tentare il rilancio, in un momento in cui la televisione e il cinema stavano soppiantando l’abitudine di andare a teatro e nuovi comici, come Gianni (Abbott) e Pinotto (Costello), si stavano affermando.

La pellicola coglie dunque il periodo crepuscolare, la parabola discendente della coppia, estromessa dall’industria cinematografica e ormai rasente l’oblio. Una coppia che tuttavia non si perde d’animo, lavora sodo, alloggia in decadenti alberghetti e si esibisce in teatrini di second’ordine per cercar di racimolare qualche finanziamento e coltivare l’illusione di un film che non sarebbe mai esistito. Inizialmente le platee sono dolorosamente vuote, ma a poco a poco il pubblico torna ad entusiasmarsi e gli scrosci di applausi a farsi sentire, confermando l’osmosi tra il cinema comico e i palchi teatrali, tra performance riprodotta e gag live.

Questo film mostra la fragilità dell’artista, soggetto allo sfruttamento dei produttori. Rileva come la coppia artistica viva in simbiosi sul palco e nella vita, privata oltre che professionale.

Il lavoro di Baird – basato sul romanzo del 1993 di Marriot, Laurel & Hardy: The British Tours – riesce ad evitare il biografismo apologetico, ma anche a non mitizzare quel ”viale del tramonto” che la diade di comici americani sembra aver imboccato. Stan e Oliver hanno un pubblico duplice, quello seduto a teatro, e quello cinematografico. Il primo vedrà il risultato del numero, non sapendo che si tratta di un commiato. Il secondo assisterà all’illusione necessaria per una perfetta uscita di scena.

 

Oltre Stanlio e Ollio – Stan e Oliver

La coppia si fondava su una chimica perfetta. Stan era la penna visionaria, da cui nascevano imperiture e indimenticabili scenette, e Oliver il materiale, ma assolutamente necessario esecutore. Il duo transitò indenne per il delicato passaggio dal muto al parlato, creando un unicum senza precedenti nella storia del cinema. Loro peculiarità, il rapporto magnetico con lo spettatore: camera-look, ingenuità, spontaneità erano garanzie di coinvolgimento. L’espressività ha una vena slapstick e la comicità si rifà al vaudeville; un tipo di spettacolo molto in voga fra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, via di mezzo fra il cabaret e il circo.

Tra il 1927 e il 1950, i comici apparvero in oltre 107 film (32 cortometraggi muti, 40 cortometraggi parlati, 23 lungometraggi, 12 cameo).  Nel 1927 uscì il loro primo cortometraggio, il primo film in cui parlano è del 1929 e nel 1930 arrivò la celebre musichetta “The Cuckoo Song”. Due anni dopo. nel 1932, vinsero un Oscar. Il loro ultimo film risale al 1951, una co-produzione franco-italiana.

Oliver Hardy morì nell’agosto del 1957. Stan Laurel otto anni più tardi, nel 1965, continuando a scrivere copioni per Stanlio e Ollio e senza fare più alcuna apparizione in pubblico.


A cura di Azzurra Tasselli

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Azzurra Tasselli

Azzurra Tasselli

Mi presento: mi chiamo Tasselli Azzurra, ho un diploma Magistrale conseguito alla Giovanni Pascoli, dove ho frequentato per 5 anni il liceo socio-psico-pedagogico. Dopodichè mi sono laureata in Filosofia, indirizzo Filosofia Morale, al Pellegrino in via Bolognese (facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Firenze). Attualmente lavoro al C.S.E Il Totem e alla biblioteca delle Oblate a titolo di inserimento socio-terapeutico.
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Azzurra Tasselli

Mi presento: mi chiamo Tasselli Azzurra, ho un diploma Magistrale conseguito alla Giovanni Pascoli, dove ho frequentato per 5 anni il liceo socio-psico-pedagogico. Dopodichè mi sono laureata in Filosofia, indirizzo Filosofia Morale, al Pellegrino in via Bolognese (facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Firenze). Attualmente lavoro al C.S.E Il Totem e alla biblioteca delle Oblate a titolo di inserimento socio-terapeutico.
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