Il capoluogo sabaudo ancora una volta ci regala un’esposizione davvero interessante. Si tratta di Tattoo. L’arte sulla pelle” in mostra al MAO-Museo d’arte Orientale, a cura di Luca Beatrice ed Alessandra Castellani ed in corso dal 9 Novembre 2018 fino al 3 Marzo 2019.

Tattoo trova la sua sede perfetta al MAO, promotore negli ultimi anni di mostre che, come questa, hanno avuto il preciso scopo di indagare il profondo rapporto tra Occidente e Oriente nel corso dei secoli. E quale soggetto meglio del tatuaggio potrebbe descrivere come questi mondi così lontani tra loro abbiano invece avuto tantissimi punti di contatto, interagendo ed influenzandosi? La compenetrazione tra le due culture viene resa in questo specifico caso soprattutto dalle diverse forme e significati che il marchio sulla pelle – decorativo o identificativo – ha assunto nel corso dei secoli e nei vari luoghi del mondo.

Tattoo è una mostra che ci permette sin dalla prima sala di fare un salto indietro nel tempo grazie alle opere di artisti tra i quali Kuniyoshi, che ci riportano nel lontano oriente giapponese, ma al contempo di ritornare nell’immediato presente con opere scultoree dell’artista Fabio Viale. Perché lo scopo della mostra è proprio quello di permettere all’osservatore di fare un viaggio mentale che porti ad una vera e propria riflessione sull’uso sociale, culturale e artistico del corpo.

Fabio Viale, NICE

Questo dunque il filo conduttore dell’esposizione lungo le quattro diverse sezioni in cui è suddivisa la mostra –Giappone, Riti di passaggio/Sud Est Asiatico, Outcast e Da Underground a Mainstream – proponendo inoltre una sorta di circolarità del percorso che ha inizio nella prima sala con un video e termina nell’ultima con un altro video multimediale. Interessante vedere come in queste quattro sezioni ci si possa muovere, con estrema semplicità, dalla primitiva idea di segno disgraziato e indice di marginalità fino ad arrivare ad un’elevata forma di arte contemporanea di cui il tatuaggio oggi è invece assoluta espressione, forte indicatore di quanto questo abbia cambiato continuamente veste nel corso dei secoli.

Un viaggio che passa attraverso le origini ed i più disparati esempi di marchi sulla pelle, prevalentemente orientali, per arrivare attraverso numerose testimonianze fino al Settecento; proprio allora l’esploratore James Cook aveva francesizzato in tatouage il termine thaitiano tattow, onomatopeico da tau-tau, ovvero il battere sulla pelle di uno strumento per imprimerla con il colore. Le sue testimonianze avevano diffuso tra le varie classi sociali un alone esotico attorno all’idea del tatuaggio, ma per contro il percorso ci porta nell’Ottocento alle teorie dell’antropologo e criminologo Cesare Lombroso, che studiava  la relazione tra tatuaggio, criminalità e devianza congenita.

Cerrone Bartolomeo

In mostra nella sezione Outcast è possibile vedere numerosi esempi di questi studi che oggi riteniamo bizzarri, ma che all’epoca hanno avuto seguiti tra i peggiori nella storia. Il viaggio continua con le difficoltà per il tatuaggio d’imporsi in quanto espressione di un’identità, non un mero marchio sul corpo, ed in quanto strumento per comunicare forti messaggi. Gli hippie – Janis Joplin tra le prime con il suo braccialetto tatuato al polso – la beat generation, la scena punk fino agli anni Ottanta-Novanta e la sua idealizzazione in quanto Mainstream. Oggi data l’abilità, l’estro, la fantasia creativa e lo stile di certi tatuatori, molti di loro sono considerati artisti contemporanei. Nell’ultima sezione sono infatti esposte fotografie di Filip Leu, di Tin-Tin e di Horiyoshi.

Il percorso è molto accattivante e dettagliato e arricchisce enormemente il visitatore riguardo un mondo che da molti anni è oggetto della nostra quotidianità, ma di cui non si conoscono a fondo l’importanza e le origini storiche e socio-culturali. Anche il MAO è di per sé un museo che merita di essere visto per la sua unicità ed originalità. Quale occasione migliore per farlo?

A cura di Martina Bastianelli


Luoghi e informazioni generali: 

MAO- Museo d’arte Orientale, Tattoo. L’arte sulla Pelle

Via San Domenico 11, Torino

9 Novembre 2018- 3 Marzo 2019

Info generali: www.maotorino.it


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Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico collaboratore restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed un servitore dell'arte e del bello sin da quando all'età di otto anni costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia “torinesità”- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il monito “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Non posso definire chiaramente la mia figura lavorativa perché al momento faccio tantissime e diverse cose, ma amo l'arte, conservarla e divulgarla, amo la musica e la sua virale diffusione, amo lavorare a contatto con le persone e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ”l'arte salverà il mondo!”
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Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico collaboratore restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed un servitore dell'arte e del bello sin da quando all'età di otto anni costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia “torinesità”- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il monito “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Non posso definire chiaramente la mia figura lavorativa perché al momento faccio tantissime e diverse cose, ma amo l'arte, conservarla e divulgarla, amo la musica e la sua virale diffusione, amo lavorare a contatto con le persone e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ”l'arte salverà il mondo!”
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