Il 15 marzo Bologna c’era. Nel giorno dello Sciopero mondiale per il futuro, in migliaia di città in tutto mondo – circa novanta i paesi coinvolti – sono si è scesi in strada per difendere il pianeta. A chiedere misure concrete contro l’ormai sempre più evidente riscaldamento globale, c’erano persone di tutte le età. I veri protagonisti di questo movimento globale sono i giovanissimi. I manifestanti seguono l’esempio della sedicenne svedese Greta Thunberg, che da mesi invita i suoi coetanei a ricordare ai potenti che “non esiste un pianeta B“.

Under 18

Delle quasi diecimila persone stimate a Bologna in questa data, infatti, la maggior parte erano studenti delle superiori. Sono loro la spina dorsale dei Fridaysforfuture, gli scioperi settimanali da loro organizzati per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti delle politiche ambientali. Questi giovani hanno capito che da queste politiche produttive e ambientali hanno poco da guadagnare e tutto da perdere.

Muniti dei più variegati cartelli, hanno urlato al mondo intero che il loro futuro non è in vendita. I ragazzi chiedono da mesi agli adulti di sostenerli nella loro lotta e alle autorità di ascoltarli. Trovano paradossale che chi ha ancora così tanto da vivere non possa esprimersi su faccende così importanti solo perché non ha l’età per votare.

Corteo

Il corteo è partito questa mattina da Piazza Maggiore alle nove e ha percorso le vie principali del centro – Zamboni, Indipendenza, Ugo Bassi,… –, sostando anche in Montagnola, per poi terminare di nuovo in Piazza Maggiore. La marcia ha mandato in tilt il traffico, ma è proseguita praticamente senza intoppi – una sola deviazione non prevista.

Il clima era disteso e la presenza delle forze dell’ordine non eccessiva. Dopotutto, chi può dare torto a giovani che chiedono di ereditare un mondo abitabile? I partecipanti sapevano di avere il sostegno di tutti quelli che incrociavano o che li osservavano dai palazzi. Di queste persone alcune hanno risposto all’invito “scendi giù, sciopera anche tu”, mentre altri si sono uniti strada facendo. Anche gli studenti universitari si sono presentati numerosi. Il risultato è stato un qualcosa di veramente grande.

Dibattito

Proprio per questo motivo, gli organizzatori dell’evento hanno insistito molto sul carattere apolitico dell’iniziativa. Inclusività e una sostanzialmente neutralità sono state mantenute per tutto il tempo, anche durante il dibattito svoltosi al termine del corteo sotto a Palazzo Comunale, in Piazza Maggiore. È qui che i giovani hanno incontrato l’assessore alla mobilità Irene Priolo, l’assessore al lavoro Marco Lombardo e all’ambiente Valentina Orioli. I tre hanno risposto alla richiesta di un impegno concreto da parte dei ragazzi, e hanno discusso i futuri progetti per rendere la città di Bologna più sostenibile – come la nuova rete tranviaria e l’ampliamento delle zone a traffico limitato. Infine, i manifestanti hanno ottenuto la possibilità di incontrare nuovamente personaggi della giunta, il 26 Marzo. La speranza di poter ottenere maggior rappresentanza anche per chi è troppo giovane per votare sembra essere più vicina.

Lo stesso mondo

Era da tempo che la città non vedeva una manifestazione così grande. La vera forza dell’evento, però, è stata nella sua trasversalità. Giovani, adulti, anziani, italiani, stranieri, pro TAV, no TAV e tanti altri: oggi erano tutti uno affianco all’altro in nome di qualcosa che non lascia nessuno indifferente. In un mondo sempre più diviso e animato da un dibattito sempre più radicalizzato nei toni e nei contenuti, il 15 marzo ha dimostrato che dopotutto siamo tutti cittadini dello stesso mondo.


A cura di Stefano Roli

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Stefano Roli

Classe 1992, cresciuto tra Modena e Bologna. Medico, appassionato di storia, letteratura e altre cose. Ho il pallino di essere sempre aggiornato su quello che succede nel mondo e a volte provo a raccontarlo.
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