Dal 19 ottobre 2018 al 24 marzo 2019 Firenze ha reso lustro alla creatività di Bansky, autore di opere a sfondo puramente ironico-satirico e writer inglese, considerato il maggior rappresentante della street art[1], controverso e acclamato personaggio dell’arte contemporanea.

La mostra

Per questo la mostra “Banksy. This is not a photo opportunity “, con sede nella splendida cornice rinascimentale di Palazzo Medici Riccardi – promossa e prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale, con il patrocinio di Firenze Città Metropolitana e il sostegno della Regione Toscana – ha seguito un percorso semantico, capace di guidarci alla scoperta dell’universo artistico di questo semplice ma geniale esponente del graffitismo.

La mostra – curata da G. Marziani[2] e S. S. Antonelli[3] – ha accolto una selezione di 20 tra le più iconiche e celebri immagini dell’artista, la cui firma è internazionalmente conosciuta, ma di cui nessuno conosce l’identità. Il percorso espositivo è stato coronato da un’infografica sulla cronologia dell’artista, schede sulle opere, “black books”, 3 piccoli volumi pubblicati tra il 2001 e il 2004 contenenti immagini, aforismi, poesie, poster, banconote contraffatte[17], palloncini “I am an imbecile” usati a Dismaland[18] e video.

Banksy

Originario di Bristol, Banksy, tramite un’intelligenza sensibile e critica verso i temi più scottanti della nostra epoca, veicola messaggi inequivocabilmente disturbanti e sempre al limite del provocatorio su temi quali controllo[4] e manipolazione mediatica[5], capitalismo[6], global warming[7], flussi migratori[8], brand di multinazionali[9], brutalità della repressione delle forze dell’ordine[10]e maltrattamento degli animali[11], evidenziando paradossi e contraddizioni, come sul tema dell’omofobia[12]. Create con la tecnica dello stencil, graffianti ed evocative, in tali opere vengono ribaltati i codici e la società contemporanea mette a nudo tutta la propria ipocrisia. I suoi messaggi rapidi, sintetici, immediati, fanno sorridere e riflettere; un immaginario semplice, adatto per la comunicazione di massa, che dà vita ad immagini spesso dissacranti, ma mai banali o fuori luogo.

La sua arte, le sue opere

I suoi primi graffiti apparsi a partire dal 1998 su strade, pareti di edifici, muri e ponti della sua città, sono visibili a chiunque e fanno presto il giro del mondo, ma l’artista dello stencil è venuto alla ribalta per l’introduzione illegale di talune sue opere all’interno di musei o la modifica di note opere d’artisti[13].

La regina delle serigrafie realizzate dallo street artist, la cui fama è universalmente riconosciuta, “Girl With Balloon[14]”, dopo esser stata battuta all’asta per più di 1 milione di sterline, si è autodistrutta scivolando attraverso un tritadocumenti, celato all’interno della cornice. La performance è stata rivendicata dallo stesso autore che, per l’occasione cambia nome all’opera: “Love is in the bin”. Questo gesto si è rivelato un autogol per Banksy che, inserendo il meccanismo, intendeva vanificare la mercificazione della propria arte. Al contrario, il coup de théâtre ha fatto sì che il valore dell’opera triplicasse.

I suoi murales, che impersonificano una forte coscienza politica e morale[15], sono accompagnati da messaggi scritti, perché l’arte comunica sempre qualcosa ovunque e dovunque essa sia riprodotta. Soggetto ricorrente è il ratto, in cui viene rilevato un parallelismo con la street art; benché talvolta associata al vandalismo, essa è degna di amore, al pari di ogni altra branca dell’arte, così il ratto dev’esser amato come qualsiasi altro animale. Altro animale frequentemente raffigurato è la scimmia[16], che testimonia «l’arroganza dell’umanità nei confronti delle altre specie viventi».


A cura di Azzurra Tasselli

Note:

[1] Nota anche come Post-Graffiti o Guerrilla Art.

[2] “Banksy, come fosse un Umberto Eco che ha scelto la strada al posto delle aule universitarie, somatizza le molteplici contraddizioni semantiche del nostro tempo. In un’epoca dove analogico e digitale convivono, dove la tecnologia velocizza i tempi ma cambia i parametri vitali, dove la Democrazia traballa, ecco un autore che fa implodere i codici del narcisismo, restando invisibile ma lavorando su strade e luoghi pubblici, sgretolando con ironia i poteri forti, inventando icone urbane che somatizzano i nodi lampanti di questo millennio “.

[3] “Sostiene Alvin Gouldner che libri e giornali hanno favorito la nascita delle ideologie, ovvero la nascita di un discorso razionale sulle idee. Radio, Tv e Cinema, invece, hanno avviato il declino di questo discorso, trasportando lo spazio di elaborazione dal simbolismo concettuale del leggere al simbolismo iconico del guardare. In questa prospettiva Banksy avvia la sua produzione che sfrutta il potere persuasivo, pedagogico, propedeutico, critico ed ermeneutico dell’immagine per attivare un pensiero critico e popolare da lui stesso definito “entry-level”. Il lavoro dell’artista sembra entrare in tensione sul piano polarizzato sul quale opporre immagini di produzione artigianale al flusso soverchiante di immagini industriali, utilizzando la cifra del “détournementsituazionista, attraverso un potente strato di tipico “british humor”, pratica che lui stesso battezzerà come “Brandalism”.

[4]Spy Booth”, Cheltenham, Aprile 2014, in omaggio a Edward Snowden.

[5]Sweep it Under the Carpet”, Londra, 2006-2007.

[6]Destroy Capitalism”, stancil apparso a Los Angeles nel 2006.

[7]I don’t believe in global warming”, Regent’s Canal, Cambden, Londra, 2009.

[8]Son of a syrian refugee”, murale apparso a Calais nel 2015.

[9]Napalm (can’t beat that feeling)”, 2004, indubbiamente tra le immagini più scioccanti di Banksy, mostra come l’America percepisca se stessa e come venga percepita dalle altre culture.

[10]Cosette”, Knightsbridge, Londra, 2016.

[11]Barcode Leopard Tiger”, stencil, Bristol, 1999-2000.

[12]Kissing Coppers”, Brighton, 2004.

[13]Show me the Monet”, dove mette un carrello nello stagno di uno dei dipinti più iconici dell’impressionista francese.

[14] Londra, 2002.

[15]Flower Thorwer”, Gerusalemme, 2003.

[16]Laugh Now”, Brighton, 2002.

[17] Nel 2004, l’artista, fece produrre banconote inglesi da 10£, eliminando il volto della regina e sostituendolo con quello di Diana, trasformando “Banca d’Inghilterra” con la dicitura “Banksy d’Inghilterra”.

[18] 2015, parco a tema, dimostrazione dell’ipocrisia della società con principesse disneyane decadenti e installazioni degradanti.

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Azzurra Tasselli

Azzurra Tasselli

Mi presento: mi chiamo Tasselli Azzurra, ho un diploma Magistrale conseguito alla Giovanni Pascoli, dove ho frequentato per 5 anni il liceo socio-psico-pedagogico. Dopodichè mi sono laureata in Filosofia, indirizzo Filosofia Morale, al Pellegrino in via Bolognese (facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Firenze). Attualmente lavoro al C.S.E Il Totem e alla biblioteca delle Oblate a titolo di inserimento socio-terapeutico.
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Azzurra Tasselli

Mi presento: mi chiamo Tasselli Azzurra, ho un diploma Magistrale conseguito alla Giovanni Pascoli, dove ho frequentato per 5 anni il liceo socio-psico-pedagogico. Dopodichè mi sono laureata in Filosofia, indirizzo Filosofia Morale, al Pellegrino in via Bolognese (facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Firenze). Attualmente lavoro al C.S.E Il Totem e alla biblioteca delle Oblate a titolo di inserimento socio-terapeutico.
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