Il mese scorso si sono tenute le elezioni per il nuovo presidente del principale partito tedesco CDU, posizione che è stata ricoperta da Angela Merkel a partire dal 2000. Dopo 18 anni a capo del partito la guida passa ora ad Annegret Kramp-Karrenbauer (anche nota con l’acronimo “AKK”) che ha vinto con quasi il 52% dei voti contro il 48% a favore del suo avversario Friedrich Merz.

Il consenso per Angela Merkel è in calo e la sua era è finita, ma continuerà a governare la Germania in quanto cancelliera fino alla fine del periodo legislativo. Ciò nonostante, il passaggio di presidenza all’interno del partito è un’importante punto di svolta per la CDU che necessita di una guida forte in grado di unire le tendenze politiche del nostro tempo.


Ma chi è la donna che si afferma alla guida di un partito prevalentemente maschile? Sarà la nuova erede di Angela Merkel o riuscirà a distinguersi della cancelliera per intraprendere un nuovo corso?


Annegret Kramp-Karrenbauer è nata nel 1962 nella regione Saarland, figlia di un’insegnante e di una casalinga. Si è interessata presto alla politica iscrivendosi all’Unione Cristiano-Democratica (CDU) a 19 anni, prima ancora di studiare scienze politiche e giuridiche alle università di Trier e Saarbrücken che le hanno fornito le basi per la sua carriera politica.

Nel 1984, a 22 anni, si è sposata con l’ingegnere Helmut Karrenbauer, con il quale ha tre figli. L’ingegnere decise di rimanere a casa occupandosi dei bambini e sostenendo “AKK” nel lavoro politico.

Dal 1985 al 1988 Annegret Kramp-Karrenbauer fece parte del comitato esecutivo Junge Union (Unione Giovane) della regione Saarland. Entrò nel parlamento regionale per la prima volta nel 1999 e negli anni successivi è stata ministra di vari uffici pubblici del Saarland tra l’interno, la famiglia, l’istruzione, la cultura, il lavoro e questioni sociali. Un’importante data della sua carriera fu la sua elezione a presidente della frazione Saar della CDU, nel 2011, con il 97,02% dei voti, diventando la prima donna a ottenere quest’incarico.

Nel 2017, all’età di 55 anni, Annegret Kramp-Karrenbauer ottenne un grande successo. Fu l’anno delle elezioni federali e il capolista dell’SPD, Martin Schulz, godé di una rapida ascesa e un consenso tale da essere considerato quasi inarrestabile. Ma alle elezioni parlamentari del Saarland, il 40,7% dei voti per AKK adombrò di gran lunga il 29,6% del contendente Schulz. In retrospettiva questa vittoria di Kramp-Karrenbauer è stata definita il momento cruciale in cui il simbolico “treno di Schulz” venne fermato.

Nel 2018 Annegret Kramp-Karrenbauer passa su nomina di Angela Merkel alla politica federale, diventando segretaria generale del partito CDU con il 98,87% dei voti, risultato migliore della storia del partito.

Adesso AKK è stata eletta presidente dell’Unione Cristiano-Democratica e così si troverà non solo a guidare il partito principale della Germania ma ha buone possibilità di diventare la candidata cancelliera alle prossime elezioni federali.

Il successo di Annegret Kramp-Karrenbauer si basa, oltre che sulle sue competenze politiche, sulla capacità di rimanere una persona tangibile, una politica vicina al popolo, come si vede ad esempio durante il carnevaleAKK non esita a salire sul palco, travestita da addetta alle pulizie con grembiule a quadretti bianco e nero e un fazzoletto in testa. Interpretando un ruolo di prestigio sociale molto più basso rispetto al suo, fa vedere che ha i piedi per terra. Inoltre mostra la sua identificazione con il territorio, parlando sul palco nel dialetto della regione.

Per quanto riguarda i valori politici, la si potrebbe definire moderata, con convinzioni conservatrici e una tendenza a sinistra sul piano della politica sociale. Annegret Kramp-Karrenbauer si è espressa a favore delle quote rosa, del salario minimo e di tasse più alte per i ricchi.


Vale però la pena guardare con attenzione i seguenti due aspetti della politica sociale di Annegret Kramp-Karrenbauer.


Il matrimonio egualitario, secondo AKK, costituirebbe un’apertura indesiderata che potrebbe suscitare ulteriori richieste come il matrimonio fra più di due persone o fra parenti vicini. A prescindere dal fatto che evidentemente l’uno non è la necessaria conseguenza dell’altro, esprimersi contro il matrimonio egualitario implica non solo il mancato riconoscimento di una relazione omosessuale ai pari di una eterosessuale ma è anche l’atto di voltare le spalle a modelli di vita diversi da quelli tradizionalmente consueti.

Occorre ricordare che anche Kramp-Karrenbauer ha condotto una vita relazionale insolita, in quanto era suo marito che rimaneva a casa occupandosi dei figli e dando sostegno a lei e alla sua carriera. Il fatto che all’epoca una madre che non si occupava dei propri figli, era ancora soprannominata spregiativamente Rabenmutter (madre corvo), mostra il grado di controversia prodottosi sul piano sociale. Avendo dovuto affrontare tale situazione, tutto sommato comparabile – almeno dal punto di vista della lotta per il gradimento e il consenso sociale – a quella per il matrimonio egualitario, risulta poco comprensibile il suo atteggiamento avverso per quest’ultimo. Per vedere un cambio di rotta da AKK dovrà probabilmente aspettare l’accettazione degli omosessuali da parte della Chiesa.

Un’ulteriore contraddizione si trova parlando della politica d’immigrazione e della cultura cattolica in Germania. Nel 2016 ha sostenuto la linea morbida di Merkel, opponendosi alla chiusura delle frontiere e sostenendo l’accoglienza dei profughi provenienti da paesi e culture diversi. Seppure si tratti prevalentemente di un’attitudine di soccorso e di aiuto, vi si potrebbe identificare anche una certa apertura verso altre culture.

Riguardo la questione della laicità dello stato, AKK rivendicava con forza i valori cristiani. Nello specifico criticava la decisione della pretura Saarbrücken di allontanare i crocefissi dalle proprie aule, come previsto dalla legge di uno stato laico come la Germania. Al riguardo Kramp-Karrenbauer ha risposto chiedendo di riflettere su una legge che consentirebbe le istituzioni a tenere dei crocifissi almeno in alcune aule. Come motivazione ha indicato i preziosi valori trasmessi dal simbolo cristiano.

Ma se si volessero esporre simboli religiosi all’interno di istituzioni statali, non si dovrebbero includere anche le altre religioni? E tutte le religioni non sarebbero magari troppe? Ma allora dove si trae il confine?

Forse su questi temi particolarmente caldi, Angela Merkel è stata più democratica, più inclusiva e più diplomatica.  Cautela e diplomazia sono state alla base dell’era politica di Merkel ma ai cittadini questo sembra non andar più bene. Annegret Kramp-Karrenbauer non è, non vuole non – e non deve – essere la Merkel 2.0, ma la sua elezione alla presidenza non rappresenta il punto di rottura che alcuni hanno auspicato. I voti mostrano una spaccatura del partito e saranno i prossimi mesi a rivelarci se AKK riuscirà veramente a riunire la CDU sotto la sua guida.


Fonti: sito ufficiale di AKKMerkur.deZEIT ONLINEAugsburger Allgemeinet-online.deDer TagesspiegelSüddeutsche ZeitungFrankfurter Allgemeine

The following two tabs change content below.
Avatar

Sophia Ungerland

"Shining eyes" - esclamato da Benjamin Zander per descrivere la passione per la musica. E' la passione che fa brillare i nostri occhi e che dà senso alla nostra vita.Nata e cresciuta in Germania, mi affascinava presto la diversità umana che sembra non aver confini. Così incuriosita ho viaggiato e lavorato in vari paesi diversi sempre alla ricerca di qualcosa.Dal 2016 vivo in Italia dove studio Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino.
author

Sophia Ungerland

"Shining eyes" - esclamato da Benjamin Zander per descrivere la passione per la musica. E' la passione che fa brillare i nostri occhi e che dà senso alla nostra vita.Nata e cresciuta in Germania, mi affascinava presto la diversità umana che sembra non aver confini. Così incuriosita ho viaggiato e lavorato in vari paesi diversi sempre alla ricerca di qualcosa.Dal 2016 vivo in Italia dove studio Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino.
Show Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *