Il comune lombardo di Soncino è entrato a far parte dei borghi più belli d’Italia da Luglio 2018, ma già nel 1979 il Corriere della Sera lo definiva come “un paese che sembra un museo”. A 35 km circa da Cremona si trova quindi questo meraviglioso borgo medievale che merita a prescindere di essere visitato, magari proprio in uno dei week end di fine estate, quando il tramonto inizia a farsi vivo un po’ prima, con quel colore che comincia ad assumere tinte tipicamente autunnali.

Proprio in questo momento infatti Soncino ospita una manifestazione artistica a cadenza biennale che rende ancora più interessante una visita a questo prezioso borgo medievale: la “Biennale di Soncino, A Marco”, giunta oramai alla sua decima edizione. Quest’ultima nasce nel 2001 come progetto ideato per dar voce sia ad un mondo dell’arte che necessitava di essere ascoltato, sia ad un borgo medievale che meritava di essere ancora più conosciuto ed apprezzato. La mostra, inoltre, rappresenta anche un’occasione per ricordare l’artista disegnatore soncinese Marco Grazioli, prematuramente scomparso.

La decima edizione di questa manifestazione artistica verrà inaugurata al pubblico Sabato 24 Agosto e sarà visitabile fino a Domenica 29 Settembre. Un’apertura di un mese lungo il quale la bellissima e poetica Soncino si trasformerà in un museo a cielo aperto.

Il progetto è stato curato da Demis Martinelli, organizzato da La Ridulada in collaborazione con il Comune di Soncino. Il catalogo è stato realizzato dal graphic designer Mauro Coppini, con testi di Natalia Vecchia e traduzioni di Sara Serina; alla realizzazione del progetto hanno partecipato anche la web designer Clara Taverna e l’architetto Antonio Ceribe.

Lo speciale contenitore museale all’interno della quale la manifestazione prende piede si dipana all’interno di tutto il borgo medievale, utilizzando non solo gli spazi della Rocca Sforzesca e della Ex Filanda Meroni, ma anche il Museo della Stampa. Al contempo sono state coinvolte anche una serie di attività commerciali e palazzi storici di Soncino, proprietà private che apriranno le porte al pubblico in occasione dell’esposizione.

                                                          Demis Martinelli, Unione indissollubile

Come nelle precedenti edizioni anche in questa del 2019 sono moltissimi gli artisti ad essere stati coinvolti nel progetto. Quest’ultimi sono infatti più di 80 tra i quali pittori, grafici, fotografi, scultori e videomaker. Gli artisti provengono da diverse parti del mondo, partendo dalla nostra Italia, passando per altri paesi europei quali Germania, Gran Bretagna, Slovacchia per giungere poi fin dall’Argentina, dall’Australia, dal Cile, dalla Colombia, dal Giappone, dal Messico, e dagli USA.

Samuel Garcia, Arquelogia del futuro

Ma a rendere un unicum questa manifestazione non sono solamente il luogo magico che la ospita, o il gran numero di artisti, ma anche il fatto di essere una biennale atematica, perciò una collettiva d’arte contemporanea non vincolata in alcun modo ad un tema prestabilito. Non è previsto dunque di attenersi ad un tema specifico, ma è comunque palpabile un silenzioso mood ad accomunare il gran numero di figure protagoniste: tutti gli artisti infatti sono impegnati nella ricerca di nuovi linguaggi artistici.

Alex Von Bargen, Remants of a story not yet told

A fare da apripista è un’opera unica nel suo genere, parte del passato ma sempre e comunque attualissima e di grande ispirazione. Si tratta di Merda d’artista di Piero Manzoni, prestata per l’occasione dalla Fondazione Piero Manzoni, dal momento che l’artista era proprio originario di Soncino. L’opera è esposta al pubblico all’interno dell’Ex Filanda Meroni.

I visitatori oltre alle esposizioni d’arte potranno anche prendere parte ad una serie di eventi collaterali definiti sotto il nome di “Fuori Biennale”, che si svolgeranno sia all’interno delle viuzze del borgo medievale, sia nella vicina provincia cremonese.

La “Biennale di Soncino, A Marco” è cresciuta tantissimo nel susseguirsi di queste dieci edizioni ed è arrivata a toccare vette importanti per il mondo dell’arte, soprattutto perché inizialmente questo progetto possedeva in sé una vera e propria sfida: il contenitore museale, per quanto sensazionale, presentava diverse difficoltà proprio per la sua natura storica. La sfida è stata condotta con enorme successo, portando anche ad una crescita esponenziale dei visitatori. Nel 2017 avevano già toccato vette di oltre 10.000 persone, facendo di questa biennale un evento di sempre maggiore portata e levatura nel mondo dell’arte.

Info generali all’indirizzo web: www.biennalesoncinoamarco.it


A cura di Martina Bastianelli

 

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Martina Bastianelli

Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico collaboratore restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed un servitore dell'arte e del bello sin da quando all'età di otto anni costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia “torinesità”- ma mai del tutto - negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord - Italia e non solo - per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il monito “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Non posso definire chiaramente la mia figura lavorativa perché al momento faccio tantissime e diverse cose, ma amo l'arte, conservarla e divulgarla, amo la musica e la sua virale diffusione, amo lavorare a contatto con le persone e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web - WhyNot Mag e Onda Musicale - eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ”l'arte salverà il mondo!”
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Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico collaboratore restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed un servitore dell'arte e del bello sin da quando all'età di otto anni costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia “torinesità”- ma mai del tutto - negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord - Italia e non solo - per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il monito “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Non posso definire chiaramente la mia figura lavorativa perché al momento faccio tantissime e diverse cose, ma amo l'arte, conservarla e divulgarla, amo la musica e la sua virale diffusione, amo lavorare a contatto con le persone e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web - WhyNot Mag e Onda Musicale - eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ”l'arte salverà il mondo!”
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