João Gaio e Silva, studente di scienze politiche e relazioni internazionali presso la Facoltà di Scienze Sociali e Umane dell’Università NOVA di Lisbona, è stato Presidente dell’Unione studentesca della sua scuola superiore. Nel 2016 ha ottenuto una menzione d’onore nel Concorso Nazionale per il Saggio Filosofico sull’Etica e la Filosofia pratica e il suo saggio è stato successivamente pubblicato come libro dal Consiglio comunale di Abrantes. Tra il settembre 2018 e il gennaio 2019 è stato allievo Erasmus presso l’Università degli studi di Firenze.


João, sei stato il promotore nella tua città, Abrantes, di un’iniziativa chiamata “Camera dei Giovani” (Câmara dos Jovens). In cosa consiste? Quali sono le sue caratteristiche in termini di composizione e poteri? Qual è l’obiettivo e l’importanza di questa iniziativa?

La Camera dei Giovani (CdG) nasce da una sfida lanciata nel 2016 durante il mio discorso in qualità di rappresentante dell’Associazione degli studenti all’Assemblea municipale straordinaria tenutasi in commemorazione della Rivoluzione dei garofani del 25 Aprile 1974.

L’obiettivo del progetto è essenzialmente quello di incoraggiare il coinvolgimento dei giovani e la crescita dei valori democratici tra questi. Senza sminuire altre vie per la partecipazione politica dei giovani, la CdG si distingue per la possibilità che essa fornisce ai giovani di essere protagonisti, di svolgere un’attività politica in prima persona, di affermare le loro idee e prospettive per il futuro.

Come per il normale processo elettorale comunale, i giovani competeranno con il loro programma – per il quale disporranno di un budget di €10.000, qualora vengano eletti – e vivranno tutte le fasi di un vero processo elettorale – campagna, dibattiti e elezione. Il mandato sarà di un anno e, oltre alla possibilità di mettere in pratica le misure proposte, gli eletti avranno il diritto (e il dovere) di partecipare alle riunioni del Consiglio comunale.

La proposta si rivolge ai giovani studenti con un’età compresa tra i 14 e 21 anni. Qual è la relazione prevista tra le scuole e il Comune di Abrantes per la formazione e selezione dei membri della CdG?

La CdG è in realtà un progetto indipendente dalle scuole, anche se la cooperazione con queste è indispensabile per il successo del progetto e, soprattutto, per la formazione e la selezione dei membri della Camera.

In termini logistici, le scuole svolgeranno un ruolo chiave nel processo, facilitando il censimento dei candidati e degli elettori (grazie ai registri degli alunni) e costituendo le Commissioni elettorali. In via preliminare, tuttavia, le scuole saranno il luogo di eccellenza di formazione, esperienza ed esercizio dei valori democratici ai quali si ispira il progetto. Sarà proprio nell’ambiente scolastico che si risveglieranno le prime volontà di cambiamento e la prima consapevolezza della necessità di salvaguardare la democrazia attraverso un’attiva partecipazione; sarà in questo che si incontreranno i compagni di lista e verranno scambiate le prime idee; e sarà sempre in questo che, per la maggior parte dei giovani, si terrà la campagna per la CdG. Tuttavia, comprendendo una vasta gamma di età, il progetto non sarà confinato alle scuole comunali.


Dal 1995 esiste in Portogallo un progetto chiamato “Parlamento dei Giovani” (Parlamento dos Jovens), al quale hai partecipato tra il 2014 e i 2016. Quali sono il suo funzionamento e le sue caratteristiche? Qual è stata la tua esperienza?

Il Parlamento dei Giovani è un progetto che vede come attori principali le scuole. Esso si struttura su tre livelli: scolastico, distrettuale e nazionale.

La fase iniziale ha luogo appunto nelle scuole portoghesi che aderiscono all’iniziativa, con la formazione di liste di dieci studenti per scuola e l’elaborazione dei rispettivi programmi elettorali per trattare il tema in discussione. Ogni anno il Parlamento portoghese propone infatti un tema differente – nel 2019 sarà il Cambiamento climatico – per il quale le liste scolastiche possono proporre fino a un massimo di 3 misure. I risultati elettorali a livello scolastico si traducono nella formazione di un’Assemblea scolastica, destinata a redigere un documento finale con le misure che la scuola propone e a scegliere tra i suoi membri i rappresentanti all’Assemblea distrettuale.

Quest’ultima è formata dai rappresentanti scelti dalle varie Assemblee scolastiche del Distretto ed ha uno scopo simile: dibattere per arrivare a definire fino a un massimo di 5 misure condivise da presentare a nome del Distretto ed eleggere al suo interno i membri che lo rappresenteranno nell’Assemblea Nazionale. Infine, la sessione nazionale riunisce i rappresentanti scelti di ciascun Distretto per discutere congiuntamente il programma finale di misure da consegnare al Parlamento portoghese e al Governo.

La mia esperienza in questo progetto è stata molto ricca, servendo come deputato alla sessione distrettuale tra il 2014 e il 2016 e, in quest’ultimo anno, come deputato e portavoce del distretto di Santarém alla sessione nazionale. Per la pratica del dibattito, il confronto e lo scambio di idee e per il senso di partecipazione civica e politica, l’esperienza è di grande impatto e valore democratico. Nonostante le proposte elaborate purtroppo non vengano sempre prese in considerazione, si tratta di un progetto a cui sono molto grato, per la crescita personale che ha comportato, il pensiero che ha suscitato e le amicizie che ha offerto.


La Camera dei Giovani ha molti aspetti in comune con il Parlamento dei Giovani. Quest’ultimo ti è stato d’ispirazione? Perché pensi che per ciascun giovane, sebbene non particolarmente interessato alla politica, sia importante partecipare a simili esperienze?

L’ispirazione per la CdG viene in realtà da un progetto realizzato in un altro comune portoghese, Santa Maria de Feira, dal  nome “Giovane Amministratore locale” (Jovem Autarca). Gran parte della procedura è identica, anche se abbiamo introdotto alcuni elementi inediti nel processo di selezione dei giovani.

In ogni caso, l’idea che sta alla base della CdG è la medesima di quella che ha ispirato il Parlamento dei Giovani, e cioè coinvolgere questi nei processi democratici decisionali. L’allontanamento dei giovani dalla politica non ha allontanato, per fortuna, la politica dai giovani (e in generale dai cittadini). Iniziative come questa permettono quindi ai giovani di trovare un luogo in cui far valere le loro idee per il presente e il futuro.

 
Tutte queste iniziative vogliono rafforzare il sentimento democratico e la partecipazione politica dei giovani. Quali sono le tue aspettative e speranze per il futuro della democrazia? Pensi che il Portogallo abbia qualcosa da insegnare al mondo in termini di democrazia, grazie anche a questi progetti?

Sì, credo che il Portogallo abbia qualcosa da insegnare, così come molto da imparare. Aver vissuto a Firenze per cinque mesi come studente Erasmus, ad esempio, ha ampliato la mia visione del concetto di partecipazione democratica, grazie in particolare a due esperienze: una dimostrazione antifascista contro Salvini organizzata e condotta da molti giovani e il mio gruppo scout a Firenze – il clan Uroboros, del gruppo 21–Firenze (AGESCI) – che ogni settimana si riunisce e discute su un tema attuale, come il populismo.

Personalmente, mi riconosco a pieno nel pensiero di Hannah Arendt: la Libertà è il significato e la promessa della politica. Senza stimolare i giovani ad un esercizio della politica e della democrazia consapevole e critico, partecipe e attento, la libertà sarà sempre una promessa insoddisfatta. Questi progetti sono importanti nella misura in cui instillano una pedagogia della libertà con esperienze democratiche e politiche a tutto tondo, lo sviluppo di proprie idee e pensieri fondati sul rispetto e l’ascolto, lo sguardo critico al mondo, la ricerca di risposte sostenibili alle sfide del nostro tempo. Credere nei giovani e nei valori della democrazia significa questo: salvaguardare la libertà. Perché educare alla democrazia è, più di ogni altra cosa, educare alla libertà.


A cura di Samuele Nannoni

Qui la versione originale dell’intervista in lingua portoghese

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Samuele Nannoni

Samuele Nannoni

Sono nato a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato alla triennale di Scienze Politiche a Firenze e alla magistrale di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Sono una persona solare e positiva, ottimista il più delle volte. Amo la natura e gli animali; non sopporto il politically correct. Mi piace andare controcorrente, scavare a fondo nelle questioni, mantenendo vivo il più possibile il mio spirito critico. Sono omosessuale; quindi, per definizione, diverso dalla maggioranza. Ne vado fiero, ma non sopporto chi ideologizza la propria identità sessuale. Non sono battezzato e mi definisco agnostico; so di non sapere e di non riuscire a comprendere. Tuttavia, nutro per le principali religioni del pianeta una vastissima curiosità, che ho esplicitato durante il mio percorso di studi accademici. Sono il fondatore e direttore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica Organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica da affiancare alle elezioni per la composizione di organi collegiali, ovvero Assemblee legislative.
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Samuele Nannoni

Sono nato a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato alla triennale di Scienze Politiche a Firenze e alla magistrale di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Sono una persona solare e positiva, ottimista il più delle volte. Amo la natura e gli animali; non sopporto il politically correct. Mi piace andare controcorrente, scavare a fondo nelle questioni, mantenendo vivo il più possibile il mio spirito critico. Sono omosessuale; quindi, per definizione, diverso dalla maggioranza. Ne vado fiero, ma non sopporto chi ideologizza la propria identità sessuale. Non sono battezzato e mi definisco agnostico; so di non sapere e di non riuscire a comprendere. Tuttavia, nutro per le principali religioni del pianeta una vastissima curiosità, che ho esplicitato durante il mio percorso di studi accademici. Sono il fondatore e direttore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica Organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica da affiancare alle elezioni per la composizione di organi collegiali, ovvero Assemblee legislative.
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