I Millennials amano le Storie Instagram e le utilizzano sempre di più per comunicare e svagarsi, dicono.

Ebbene sì, ve lo posso confermare: sono una Millennial e la mia vita social è fatta di post, hashtags, cuoricini a non finire su Instagram; ma soprattutto di Storie, foto o video che dopo 24 h scompaiono del tutto.
Se osserviamo con attenzione questi contenuti possiamo riconoscere dei pattern che si ripetono. Ecco quindi un piccolo excursus tra le tipologie di Stories e di utenti che ho incontrato fino ad ora.

Æsthetic (e non aestethic)

L’obiettivo di queste storie e di chi le fa è raggiungere la massima perfezione.
Le foto devono essere rigorosamente dritte e centrate, i testi strutturati con attenzione e colorati in modo da riprendere i colori della foto.
In poche parole queste Storie racchiudono più che una corrente di pensiero una filosofia di vita.

Il viaggiatore

Che sia pieno inverno o il 15 agosto le Storie di questo utente sono sempre le stesse (si fa per dire) e cioè gli scatti dei suoi millemila viaggi.
Perché ogni giorno di ogni settimana va in posti fighissimi che molto generosamente mostra a noi altri follower.
Da skippare senza pietà nel caso in cui siate rinchiusi in ufficio di lunedì mattina.

L’intenditore di musica

Le sue Storie lo fanno capire palesemente: lui ne sa di musica e deve essere ben chiaro a tutti.
Ed è proprio per questo che tutte le Storie che condivide sono screenshot di brani di Spotify o citazioni improbabili di canzoni che conosce solo lui.

L’entusiasta

Tutto il contrario dell’ aesthetic, questo utente produce contenuti “grezzi”.
Per intenderci sto parlando di foto e video pixellati, scritte oblique e messe a casaccio e assenza o uso inappropriato dei filtri.
Va comunque riconosciuto che sono persone molto entusiaste e convinte, limitate per lo più dalla loro fotocamera di 2 megapixel.

Lo Storie-Holic

Lo Storie-holic è un patito di Storie.
Non importa quello che fa (o non fa), l’importante è che venga minuziosamente documentato con una Storia ogni due per tre.
È il classico utente che fa un video in cui si vedono inquadrate le sue gambe mentre camminano per strada o un boomerang mentre è steso a letto.

Il sondaggista mancato

Con l’introduzione dei sondaggi il nostro utente tipo può finalmente dare sfogo alla propria creatività.
I suoi non sono più racconti delle giornate ma direttamente domande.
Domande spesso retoriche o burlone fatte con il solo gusto di vedere chi risponde e chi no.
Studio: no oppure anche no?

Il patito di meme

I suoi seguaci non sanno più che sembianze abbia perché ultimamente comunica solo attraverso meme e screen di post di Instagram altrui.
Un po’ pigro per creare un contenuto più personale vuole comunque raccontarsi, ma così: tra una frase di Bukowski e il meme di Albano che urla (qualsiasi cosa).

Quello della palestra

La sua vita è esenzialmente questo: palestra, pesi, plank e dieta.
Fine.
E questo è quello che carica nelle sue Storie, facendoci vedere i suoi miglioramenti (apparenti) serie dopo serie.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale, o forse no.

E voi, chi siete?

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