E’ recentissima la notizia della chiusura del contest cinematografico I Savoia”, che, indetto da Film Commission e dalla Regione Piemonte per raccontare a puntate il periodo d’oro della dinastia, è stato vinto da due giovani francesi, Laura Piani e Tara Mulholland. Le due sceneggiatrici si sono appassionate moltissimo alla storia dei Savoia e dopo aver fatto svariate ricerche, hanno deciso di incentrare il loro sceneggiato su una figura in particolare, quella di Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, la Madama Reale divenuta reggente nel 1675.

L’eco di questa notizia e il domandarsi cosa abbia tanto affascinato queste due giovani sceneggiatrici, assieme con il fatto che questa più di tutte è la settimana dell’anno che culmina con un venerdì molto pink, rendono il momento particolarmente propizio per parlare della mostra in corso a Palazzo Madama fino al 6 Maggio: “Madame Reali, cultura e potere da Parigi a Torino”.

Isidoro Bianchi (?), Allegoria con putti alati, 1635 ca. Pinacoteca dell’Accademia Albertina, Torino

A fare da sfondo a questa rassegna curata da Clelia Arnaldi di Balme e Maria Paola Ruffino, su disegno dell’architetto Loredana Iacopino, non poteva altro che essere Palazzo Madama a Torino, più nello specifico le sue Sale del Senato. Poiché la mostra è infatti dedicata a chi più di tutte ha reso famoso questo palazzo, ovvero Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, le due Madame accomunate prima di tutto dal fatto di essere entrambe nate a Parigi e morte a Torino. Più di 120 opere tra cui dipinti, documenti, lettere, arredi, gioielli, tessuti e oggettistica, prestati da collezionisti privati e da importanti poli museali, italiani e non, creano un percorso accattivante che descrive un intero secolo. Il filo conduttore storico parte nel 1619, anno dell’arrivo di Cristina a Torino, e va fino al 1724 anno della morte di Maria Giovanna, attraversando quindi un secolo e raccontando le due figure femminili che hanno rappresentato il ducato tra il Seicento ed il Settecento. Un interessante viaggio attraverso la vita di corte in epoca barocca, proprio negli stessi ambienti in cui vissero le due madame.

Pittore piemontese, Ritratto di Cristina di Francia, 1634-1635, Collezione Privata, Torino

Il 1619 è la data in cui l’appena tredicenne Cristina (1606-1663) figlia del re di Francia Enrico IV di Borbone e di Maria De’ Medici, si trasferisce a Torino come moglie di Vittorio Amedeo I di Savoia, all’epoca invece già trentunenne. Fu lei per prima ad adottare il titolo di “Madama Reale”, amava infatti ricordare che era non solo figlia, ma anche sorella di re (Luigi XIII), per non far mai venire meno il suo orgoglio dinastico francese ed il suo grande senso di regalità. Nel 1637 in seguito alla morte del marito la sua vita cambiò: la reggenza, la guerra civile, l’attacco diretto dei cognati sostenitori degli spagnoli, la fuga da Torino per due anni. Al suo ritorno mantenne la reggenza a lungo, e anche quando il figlio Carlo Emanuele II fu maggiorenne, non abbandonò mai del tutto il potere facendosi riconoscere il ruolo di tutrice e consigliera. Molti sono gli interventi urbanistici in Torino avvenuti per suo volere durante gli anni della sua reggenza, così come larga fu l’influenza di stampo prettamente parigino sulla cultura del tempo. A lei si deve infatti l’introduzione a Torino del balletto di corte.

Jacques Courtilleau, Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, 1702, Museo Nazionale del Prado, Madrid

Maria Giovanna Battista di Savoia- Nemours, (1644-1724) che non era direttamente di sangue reale, lascia invece la corte del Re Sole nel 1665 per diventare duchessa di Savoia sposando in seconde nozze- sia per lei che per lui- il lontano cugino Carlo Emanuele II. Rimasta presto vedova nel 1675, si trovò a dover reggere il ducato fino alla maggiore età del figlio Vittorio Amedeo II, il quale però, diversamente dal suo predecessore, esautorò subito la madre dalle funzioni di potere. Ma Maria Giovanna non visse per questo nell’ombra, anzi a lei si devono non solo la fondazione di strutture quali l’ospedale San Giovanni Battista e l’ospizio per anziani di San Salvario, ma anche importanti modifiche strutturali a Palazzo Madama. Questo venne trasformato per avere una maggior magnificenza al contempo privata e pubblica; tra le modifiche più importanti senza dubbio vi è lo Scalone D’Oro realizzato per lei dall’architetto sabaudo Filippo Juvarra.

A entrambe le Madame Reali si deve invece il fatto di aver trasformato un ducato provinciale come era quello di Savoia, in una vera realtà internazionale capace di confrontarsi con i più grandi centri di potere e di cultura, dotandolo di forte personalità con un’impronta del tutto femminile. Entrambe figure anticipatrici del moderno femminismo, sono state capaci di rovesciare il concetto di potere fino ad allora del tutto maschile, riuscendo sempre a difendere e ad affermare il proprio ruolo come donne di potere e di grande influenza.

Questo il messaggio della mostra e l’impronta- ancora viva oggi- di due figure tanto lontane ma allo stesso tempo così vicine a noi, due donne che hanno saputo sfidare le convenzioni e i preconcetti del tempo, dettando nuove regole per un’egemonia tutta al femminile.

 

A cura di Martina Bastianelli


Per info e dettagli sulla mostra visitare : https://www.palazzomadamatorino.it/it

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Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico collaboratore restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed un servitore dell'arte e del bello sin da quando all'età di otto anni costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia “torinesità”- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il monito “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Non posso definire chiaramente la mia figura lavorativa perché al momento faccio tantissime e diverse cose, ma amo l'arte, conservarla e divulgarla, amo la musica e la sua virale diffusione, amo lavorare a contatto con le persone e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ”l'arte salverà il mondo!”
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Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico collaboratore restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed un servitore dell'arte e del bello sin da quando all'età di otto anni costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia “torinesità”- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il monito “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Non posso definire chiaramente la mia figura lavorativa perché al momento faccio tantissime e diverse cose, ma amo l'arte, conservarla e divulgarla, amo la musica e la sua virale diffusione, amo lavorare a contatto con le persone e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ”l'arte salverà il mondo!”
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