“Grazie Roma, che ci fai piangere e abbracciarci ancora” canta Antonello Venditti. Un 3-0 a Leo Messi e alla squadra che in Spagna domina il campionato con 15 punti di vantaggio sul Real Madrid non può che generare lacrime ed abbracci (specie se all’andata era finita, seppur immeritatamente, 4-1 “per loro”).

Un’apoteosi. Un match che entra di diritto nella storia della Champions League. Anche se rimane “soltanto” un quarto di finale, la vittoria ha una portata enorme ed è quasi commovente che a realizzarla sia proprio la Roma. I romanisti in questi anni durante le notti di Champions in più di una occasione sono andati incontro a cocenti sconfitte (tra cui un 6-1 poco più di due anni fa proprio a Barcellona): il patimento del passato si è tramutato ieri sera in una partita perfetta. Lo meritava anche la città di Roma: spesso, forse troppo, si sottolineano i lati negativi della Capitale, puntando l’occhio sui disservizi urbani, il malcontento della cittadinanza, il senso di frustrazione rispetto “all’efficienza” delle altre grandi città europee.

Ebbene all’Olimpico le famose “buche” non si sono viste, perché i tre dietro schierati da Di Francesco (che ha inventato un modulo mai provato prima) sono stati impeccabili. Dzeko a gennaio ha rifiutato i soldi promessi da Londra (Chelsea) perché nonostante tutto voleva giocarsela fino in fondo con la sua maglia numero 9, disputando una partita da dieci e lode. Florenzi e Kolarov sulle fasce sono andati così spediti che la Raggi sta pensando di affidare loro la gestione dell’ATAC.

Dopo il risultato della gara di andata – più bugiardo di quelli che dicono Milano è più bella di Roma – la Città Eterna entra tra le grandissime quattro d’Europa. In attesa del ritorno della Lazio in Europa League, Roma si presenta come l’unica città italiana presente “nel calcio che conta”.

Fato: “Dio romano del destino, Il suo nome deriva dal latino «fari», parlare, indicando l’ineluttabilità della parola divina. È una divinità superiore agli dèi stessi, alla quale nessuno può sfuggire e disubbidire”. Manolas e De Rossi, autori di due autoreti nella partita d’andata, non hanno potuto sfuggire alla volontà di Fato, la cui parola divina ha voluto che in questa “Notte Maggica” proprio loro fossero protagonisti della rimonta giallorossa, ai danni di quello stesso Barcellona che 12 mesi fa ribaltava un 4-0 subito dal Psg.

Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso“, diceva il Che. E’ stata una notte meravigliosa a Roma, ma adesso viene il bello.

Comunque andrà a finire, Grazie Roma


A cura di Michele Seremia

 

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Michele Seremia

Nato a Fiesole il 25/02/1993, sono iscritto al corso magistrale di Scienze Politiche - Politica, istituzioni e mercato. Fedelmente al mio percorso di studi seguo con sinistro interesse la politica nel suo complesso, con patologica fissazioni per elezioni e campagne elettorali. D'estate mi trasformo in casellante. Autunno, inverno e primavera tifo Milan.
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