God save the Turkish Lira

La crisi economica di Ankara

Negli ultimi anni la Turchia di Erdoğan ha fronteggiato attacchi terroristici, golpe di stato, crisi politiche, ma mai prima d’ora le crisi del paese avevano spaventato tanto i mercati.

La Lira turca viaggia ai minimi storici. Nelle ultime ore infatti si è registrato il calo più vertiginoso della borsa di İstanbul che ha chiuso la giornata con un 6,6 contro il dollaro, scendendo del 16%. Un crollo che, per un paese come la Turchia in forte disavanzo economico con l’estero, potrebbe portare ad iper-inflazione e quindi ad una più rigida politica monetaria, una scelta che lo stesso Erdoğan ha più volte rifiutato, essendo da sempre contrario ad un rialzo dei tassi di interesse.

La causa principale del crollo della valuta di Ankara è stato lo scontro con gli Usa. I mercati, già deboli dalle ultime elezioni di Gıugno, non hanno retto alle ultime sanzioni americane nei confronti di due ministri turchi per la detenzione di Andrew Brunson, un pastore evangelico statunitense, accusato da Ankara di terrorismo e detenuto in carcere dal 2016. Una crisi diplomatica che ben presto si è  trasformata in una vera crisi finanziaria.

Negli ultimi giorni la Turchia ha surclassato l’Argentina come peggior mercato d’obbligazioni dell’anno, un primato non certo invidiabile. Ma la crisi turca non ha lasciato indegna neanche Piazza Affari che, nonostante la ripresa finale, ha chiuso la giornata in rosso con un -2,5%, rimanendo la più pesante di Europa.

Mentre la popolazione turca spera in un miracolo economico Erdoğan nelle piazze rassicura i suoi elettori: “Non perderemo la guerra economica. Non dimenticate questo: se loro hanno i dollari, noi abbiamo la nostra gente e il nostro Dio.”


A cura di Eugenia Nargi

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