Eccoci al secondo appuntamento del venerdì con i sondaggi in un altro gruppo di 7 paesi UE, e cioè Irlanda, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Svezia e Finlandia.

 

IRLANDA (12 seggi al Parlamento Europeo)

Unico Paese ad andare alle urne il giorno venerdì 24 maggio – ovvero dopo appena Olanda e Regno Unito, che voteranno di giovedì 23 – l’Irlanda vedrebbe vincitore con il 32,8% il partito di centrodestra Fine Gael (Famiglia Irlandese) dell’attuale Taoiseach (così si chiama il Primo ministro irlandese) Leo Varadkar. Staccato di oltre 10 punti, al 21%, si trova il principale partito d’opposizione Fianna Fail (letteralmente “Soldati del destino”, ma conosciuto anche come Partito Repubblicano). Curiosamente, anche in questo caso si tratta di un partito di centrodestra. I due si distinguono tuttavia anche a livello europeo, là dove il Fine Gael fa parte del Partito Popolare Europeo, mentre il Fianna Fail appartiene al gruppo ALDE – Alleanza dei Liberali e dei Democratici.

In terza posizione, con circa il 16%, lo storico partito indipendentista di sinistra Sinn Féin (Noi Stessi). seguito dal Partito Laburista e dai Verdi, che si fermano al 4%.

 

REGNO UNITO (72 seggi al Parlamento Europeo)

E’ notizia ufficiale da pochi giorni: il Regno Unito parteciperà alle elezioni europee 2019, malgrado i quasi tre anni trascorsi dal referendum che aveva decretato la Brexit. Le innumerevoli difficoltà – sia all’interno del Parlamento britannico che con la’UE – nel trovare un accordo per l’uscita hanno fatto slittare progressivamente in avanti la separazione. La data raggiunta dall’accordo del 10 aprile è il 31 ottobre. Una data significativa, dato che il giorno successivo è previsto l’insediamento dei nuovi commissari UE.

Nel frattempo, i britannici si recheranno alle urne per rinnovare il Parlamento Europeo e lo faranno in anticipo rispetto alla maggior parte degli altri Paesi; il 23 maggio. Il risultato di queste elezioni avrà ovviamente una forte ripercussione sulle faccende interne al Regno Unito, nonché sugli sviluppi della Brexit.

I sondaggi danno al momento vincente con il 26-30% dei consensi la nuova formazione euroscettica e pro-Brexit chiamata appunto Brexit Party. Alla sua guida troviamo Nigel Farage, ex leader dell’UKIP (United Kingdom Independence Party), che alle elezioni europee del 2014 risultò primo partito con oltre il 26% dei consensi.

Seguono i laburisti guidati da Jeremy Corbyn, anti-Brexit, che dovrebbero assestarsi tra il 21-25% dei consensi. Al di sotto di circa dieci punti percentuali, intorno al 13%, i conservatori dell’attuale primo ministro Theresa May, che negli ultimi anni non hanno certo saputo conquistarsi la fiducia dei britannici nella gestione del caso Brexit.

Il liberal-democratici e i verdi si contendono il quarto e quinto posto, con percentuali che per entrambi oscillano tra 8-10%. Con gli stessi numeri gioca in realtà questa partita anche un terzo contendente, ovvero il partito pro-UE e dunque totalmente anti-Brexit Change UK, fondato nel febbraio 2019. Fermo al 4%, assieme ai partiti nazionali scozzese e gallese, il già citato UKIP.

 

BELGIO (22 seggi al Parlamento Europeo)

Il 26 maggio i belgi si recheranno alle urne in vista di non una bensì tre differenti elezioni: quella per il Parlamento Europeo, quella per una delle due Camere del Parlamento Nazionale e quella per le quattro Assemblee Regionali. Come si può facilmente immaginare, la macchina dei sondaggi è letteralmente fuori controllo nel Paese. Tuttavia, almeno un dato sembra essere certo.

Primo partito con il 17-18% risulta dai sondaggi il N-VA (Nieuw-Vlaamse Alliantie – Nuova Alleanza Fiamminga); il partito nazionalista fiammingo di centrodestra che nel dicembre 2018 ha abbandonato la coalizione di governo, portando alle elezioni nazionali che si terranno appunto lo stesso giorno di quelle europee. La situazione è invece altamente incerta sull’ordine in cui gli altri partiti belgi si attesteranno nella competizione europea.

Tra 8,5% e 9,5% i sondaggi danno infatti ben quattro partiti: Christen-Democratisch en Vlaams (Cristiano-democratici e Fiamminghi), Open Vlaamse Liberalen en Democraten (Liberal-democratici fiamminghi), Groen (Verdi fiamminghi) e Parti Socialiste (Partito Socialista).

Con percentuali di poco inferiori, tra 7-8%, si attestano ECOLO (Verdi francofoni) e Socialistische Partij Anders, letteralmente “Partito Socialista Differente”, ovvero la versione fiamminga del PS.

Ancora sotto, intorno al 6% dei consensi, il Mouvement Réformateur (Movimento riformista) di centrodestra dell’attuale primo ministro Charles Michel e il partito ultraconservatore e identitario Vlaams Belang (Interesse Fiammingo).

 

PAESI BASSI (25 seggi al Parlamento Europeo)

Nel Paese degli Orange-Nassau la conquista del podio delle europee si presenta incerta e contesa tra due forze agli antipodi. Da un lato, il partito di centrodestra europeista del primo ministro Mark Rutte VVD (Volkspartij voor Vrijheid en Democratie – Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia) che si attesta tra 16-18%. Dall’altro, il partito nazionalista euroscettico FvD (Forum voor Democratie – Forum per la Democrazia), tra 15-17%.

Al terzo posto, con consensi tra 9-13%, il partito dei Verdi GroenLinks, seguito da un apparente pari-merito su percentuali dell’ 8-9% tra i cristiano-democratici del CDA (Christen-Democratisch Appèl) e i laburisti del PVDA (Partij van de Arbeid).

Al di sotto, partiti minori. Il partito ultraconservatore PVV (Partij voor de Vrijheid – Partito per la Libertà), noto per le posizioni anti-Islam, anti-immigrazione ed eursocettiche, si attesta tra 7-9%. Gli fanno da scia, con percentuali non lontane, i socialisti del Socialistische Partij (6-8%), i liberali di Democrats66 (6-8%) e tre forze del tutto peculiari:

  • SGP (Staatkundig Gereformeerde Partij – Partito Politico Riformato), uno dei rari partiti confessionali presenti nell’Europa dl XXI secolo, ad ispirazione calvinista ortodossa (6-7%)
  • PVdD (Partij voor de DierenPartito Animalista), al 4-5%
  • 50+, ovvero il partito dei pensionati, che incredibilmente raggiungerebbe il 3-4% ad una tornata elettorale europea.

 

LUSSEMBURGO (6 seggi al Parlamento Europeo)

Gli ultimi sondaggi danno vincitore con il 28% l’attuale partito di opposizione CSV (Chrëschtlech Sozial Vollekspartei – Partito Popolare Cristiano Sociale), ovvero il partito di centrodestra di cui fu leader l’attuale Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Junker. A circa dieci punti percentuali, intorno al 17-18%, il Partito Operaio Socialista Lussemburghese (LSAPLëtzebuerger Sozialistesch Arbechterpartei). Soltanto terzo, seppur staccato di poco dai socialisti, il Partito Democratico (Demokratesch Partei) del Primo Ministro Xavier Bettel, al 16,9%.

Quarto, ma con percentuali comunque alte, intorno al 15%, il partito dei verdi Dei Gréng, seguito dai conservatori del Partito riformista d’alternativa democratica (Alternativ Demokratesch Reformpartei) all’ 8%, il partito populista dei pirati Piratepartei Lëtzebuerg con il 6,5% e l’estrema sinistra del Dei Lénk (La Sinistra) col 5,5%.

 

SVEZIA (18 seggi al Parlamento Europeo)

I sondaggi premiano di misura la formazione dell’attuale Primo Ministro Stefan Löfven, il Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Svezia (Sveriges Socialdemokratiska Arbetareparti) con il 24-25%. Il secondo e terzo posto sono invece contesi dai liberal-conservatori del Partito dei Moderati (Moderata samlingspartiet) e dai nazionalisti euroscettici del Sverigedemokraterna, rispettivamente al 14-18% e al 14-17%.

Seguono i cristiano-democratici del Kristdemokraterna con il 9-10%, i socialisti euroscettici del  Vänsterpartiet tra il 7,5% – 10,5% e i verdi del Miljöpartiet de gröna tra 8-9,5%.

 

FINLANDIA (13 seggi al Parlamento Europeo)

I finlandesi si recheranno alle urne il 26 maggio a poco più di un mese dalle elezioni politiche dello scorso 14 aprile, che hanno di fatto visto due vincitori. Da un lato, il Partito Socialdemocratico (SDP – Suomen Sosialidemokraattinen Puolue), che è risultato primo con il 17,73% dei consensi ed è riuscito a formare un governo con il Partito di Centro Finlandese (KESK – Suomen Keskusta), al quale appartiene l’attuale Primo Ministro Juha Sipilä. Dall’altro, il partito nazionalista ed euroscettivo dei Veri Finlandesi (PS – Perussuomalaiset) che si è attestato secondo, ma ad appena -0,25% dal suo rivale arrivato primo, raggiungendo cioè il 17,48% dei consensi.

Ebbene, i sondaggi vedono nuovamente uno scontro all’ultimo voto tra i due rivali che si sono contesi la vittoria alle politiche di aprile, ovvero lo SDP e PS, entrambi tra il 17-18%. Poco al disotto, ma con percentuali che raramente sforano il 17%, il Partito della Coalizione Nazionale (KOK – Kansallinen Kokoomus) di centrodestra. Soltanto quarti i centristi del KESK che esprimono l’attuale Capo del governo finlandese, con il 13%. Segue ad un solo punto percentuale di distanza la Coalizione Verde (Vihreä liitto), mentre l’Alleanza di Sinistra (Vasemmistoliitto) si ferma all’ 8%.

 

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A cura di Samuele Nannoni

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Samuele Nannoni

Samuele Nannoni

Sono nato a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato alla triennale di Scienze Politiche a Firenze e alla magistrale di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Sono una persona solare e positiva, ottimista il più delle volte. Amo la natura e gli animali; non sopporto il politically correct. Mi piace andare controcorrente, scavare a fondo nelle questioni, mantenendo vivo il più possibile il mio spirito critico. Sono omosessuale; quindi, per definizione, diverso dalla maggioranza. Ne vado fiero, ma non sopporto chi ideologizza la propria identità sessuale. Non sono battezzato e mi definisco agnostico; so di non sapere e di non riuscire a comprendere. Tuttavia, nutro per le principali religioni del pianeta una vastissima curiosità, che ho esplicitato durante il mio percorso di studi accademici. Sono il fondatore e direttore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica Organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica da affiancare alle elezioni per la composizione di organi collegiali, ovvero Assemblee legislative.
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Samuele Nannoni

Sono nato a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato alla triennale di Scienze Politiche a Firenze e alla magistrale di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Sono una persona solare e positiva, ottimista il più delle volte. Amo la natura e gli animali; non sopporto il politically correct. Mi piace andare controcorrente, scavare a fondo nelle questioni, mantenendo vivo il più possibile il mio spirito critico. Sono omosessuale; quindi, per definizione, diverso dalla maggioranza. Ne vado fiero, ma non sopporto chi ideologizza la propria identità sessuale. Non sono battezzato e mi definisco agnostico; so di non sapere e di non riuscire a comprendere. Tuttavia, nutro per le principali religioni del pianeta una vastissima curiosità, che ho esplicitato durante il mio percorso di studi accademici. Sono il fondatore e direttore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica Organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica da affiancare alle elezioni per la composizione di organi collegiali, ovvero Assemblee legislative.
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