Terza settimana di sondaggi europei. Vediamo come vanno le cose in vista delle europee 2019 nell’Europa Centrale, dalla Danimarca alla Croazia, passando per Germania, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia. Con qualche curiosità…

 

DANIMARCA (13 seggi al Parlamento Europeo)

Quest’anno i danesi si recheranno alle urne per ben due volte e a distanza di pochi giorni: il 26 maggio per eleggere i loro eurodeputati e il 5 giugno per l’elezione dei membri del Folketing, il Parlamento nazionale.  I sondaggi sulle intenzioni di voto alle europee sono pertanto molto influenzati da quelli riguardanti le consultazioni nazionali.

Al primo posto col 25-26% le rilevazioni danno i Socialdemocratici del Socialdemokraterne, partito di centrosinistra con posizioni anti-immigrazione. Staccato di circa sette punti, al 18%, il partito di centrodestra che attualmente forma il monocolore al governo del Paese. Una curiosità: il suo nome, Venstre, in danese significa “Sinistra”.  Ultimo sul podio il partito nazionalista euroscettico Dansk Folkeparti (Partito del Popolo Danese), col 15-16%.

Al 9% il partito social-liberale Radikale Venstre (letteralmente – e inspiegabilmente – Sinistra Radicale), seguito dai due partiti socialisti Socialistisk Folkeparti (Partito del Popolo Socialista) e Enhedslisten – De Rød-Grønne (Lista Unita – i Rosso-Verdi) che si aggirano entrambi intorno al 7%.

Settimo, ma con un dignitoso 6%, il movimento apartitico Folkebevægelsen mod EU, letteralmente Movimento Popolare contro l’UE; quando si dice “un nome, un programma”…

 

GERMANIA (99 seggi al Parlamento Europeo)

Il partito di centrodestra di Angela Merkel, la CDU/CSU, è data dai sondaggi prima forza politica alle europee 2019 con il 28-32%. Un ottimo risultato, ma al di sotto del 35,4% totalizzato alle europee 2014. I Verdi, detti Grüne, in Germania raggiungono percentuali altrove impensabili; 18-19%. Poco al di sotto, col 15-17%, lo storico Partito Socialdemocratico tedesco SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands).

I nazionalisti di Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania), meglio nota con l’abbreviazione AfD, si classificano quarti con circa il 12%, seguiti da uno spareggio tra il partito euroscettico Die Linke (La Sinistra) e il Partito Liberal-democratico FDP (Freie Demokratische Partei), entrambi intorno al 7%.

Il partito centrista dei Liberi Elettori (FW – Freie Wähler) si ferma al 3%, mentre la formazione populista-satirica Die PARTEI (Il PARTITO) si attesta al 2%. Curiosità: entrambi questi partiti entreranno nel Parlamento Europeo grazie alla legge elettorale proporzionale tedesca, che presenta una soglia di sbarramento all’1%

 

AUSTRIA (17 seggi al Parlamento Europeo)

Il partito conservatore del giovane cancelliere Sebastian Kurz ÖVPÖsterreichische Volkspartei (Partito Popolare Austriaco) raccoglie il 29-30% dei consensi, attestandosi al primo posto. A stargli col fiato sul collo con il 27% è lo SPÖSozialdemokratische Partei Österreichs, ovvero il Partito Socialdemocratico d’Austria. Poco al di sotto, i nazionalisti euroscettici dello FPÖFreiheitliche Partei Österreichs (Partito della Libertà Austriaco) che totalizzano tra 22-24%.

Giù dal podio, staccati di diversi punti percentuali, tra il 7-10%:

  • il partito che esprime l’attuale Presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen, ovvero I Verdi (Die Grünen)
  • i liberali del NEOSDas Neue Österreich und Liberales Forum (La Nuova Austria e Forum Liberale).

 

REPUBBLICA CECA (22 seggi al Parlamento Europeo)

Al primo posto nei sondaggi, con percentuali che variano tra il 20 e 25% dei consensi, si attesta il partito liberale di centrodestra del primo ministro Andrej Babis ANO 2011 (Sì 2011),acronimo di Akce Nespokojených Občanů, ovvero Azione dei Cittadini Insoddisfatti. Secondo classificato, col 13-16%, il Česká pirátská strana, ovvero il Partito Cieco dei Pirati; formazione di centrosinistra che si ispira alla democrazia diretta e partecipativa.

Terzo podio conteso tra il partito euroscettico di centrodestra ODS (Občanská demokratická strana Partito Civico Democratico) e il partito di estrema destra anti-UE, anti-immigrazione e anti-Islam SPD (Svoboda a Přímá Demokracie – Libertà e Democrazia Diretta), rispettivamente tra 11-14% e 8-14%.

Seguono nei sondaggi i cristiano-conservatori del TOP 09 (Tradice Odpovědnost Prosperita, ovvero Tradizione, Responsabilità, Prosperità) col 10-12%.

Soltanto sesti e settimi i due partiti più a sinistra dello schieramento politico cieco, ovvero i Comunisti di Boemia e Moravia del KSČM (Komunistická strana Čech a Moravy) tra 5,5% e 7% e i Socialdemocratici del ČSSD (Česká strana sociálně demokratická) fermi al 5-6%, benché facciano parte dell’attuale coalizione di governo col già citato ANO 2011.

 

SLOVACCHIA (13 seggi al Parlamento Europeo)

Una cosa è certa: lo Smer – sociálna demokracia (Direzione – Socialdemocrazia), il partito di centrosinistra del primo ministro Peter Pellegrini, si conferma primo partito con consensi tra 19-22%.

Ciò che risulta alquanto incerto è invece l’ordine degli altri partiti slovacchi, che al momento presentano tutti percentuali oscillanti tra 7-12%. Mi limiterò pertanto a riassumerli brevemente nell’ordine traballante fornito dai sondaggi:

  • i progressisti europeisti del PS (Progresivne Slovensko), cui appartiene la neoeletta Presidente della Repubblica Zuzana Čaputová – prima donna in Slovacchia a ricoprire tale carica
  • il Partito Nazionale Slovacco SNSSlovenská Národná Strana
  • il partito di centrodestra euroscettico SaS – Sloboda a Solidarita (Libertà e Solidarietà)
  • il movimento conservatore dal nome bislacco OĽaNOObyčajní Ľudia a Nezávislé Osobnosti (Gente Comune e Personalità Indipendenti)
  • i nazionalisti, euroscettici ed anti-immigrazione Sme Rodina (Noi siamo Famiglia)
  • i cristiano democratici del KDHKresťanskodemokratické hnutie (Movimento Cristiano Democratico)
  • il partito della minoranza ungherese Most–Híd, letteralmente “Ponte-Ponte” (Most, in slovacco; Hid, in ungherese).

 

SLOVENIA (7 seggi al Parlamento Europeo)

Che dire, i vari sondaggi sembrano proprio parlare di più Paesi differenti!

A risultare prima nella competizione elettorale per le europee dovrebbe essere la formazione di centrodestra composta dal Partito Democratico Sloveno (Slovenska demokratska stranka – SDS) e dal Partito Popolare Sloveno (Slovenska ljudska strankaSLS). Il condizionale è d’obbligo, poiché le percentuali variano tra 16-23,5% (?).

Secondo alcuni sondaggi sarebbe invece in testa col 17% (in testa?) il partito personale del primo ministro ex comico ed imitatore Marjan Šarec, chiamato appunto Lista di Marjan Šarec (Lista Marjana Šarca – LMŠ).

Per i Socialdemocratici (Socialni demokrati) del Presidente della Repubblica Borut Pahor, una sicurezza (saranno terzi) e un’incertezza (le percentuali variano tra il 6-17%!). Lo stesso schema si ripete per le altre tre forze che pare riusciranno a superare l’altissima soglia di sbarramento slovena dell’8%. Si tratta di

  • Sinistra Unita (Združena levica – ZL), formazione anti-capitalista ed euroscettica, tra 6-10%
  • i cristiano democratici europeisti del Nova Slovenija – N.Si, tra 5,5% e 9,5%
  • i nazionalisti populisti ed euroscettici del Partito Nazionale Sloveno (Slovenska Nacionalna Stranka – SNS), tra 4-8%.

 

CROAZIA (11 seggi al Parlamento Europeo)

Medaglia d’oro piuttosto scontata per l’Unione Democratica Croata (Hrvatska demokratska zajednica – HDZ); il partito di centrodestra cui appartengono sia l’amata Presidente della Repubblica Kolinda Grabar-Kitarović che il primo ministro Andrej Plenković, data al 25-30%. Secondi i Socialdemocratici dello SDP – Socijaldemokratska partita Hrvatske, con il 16-21%. Ultimo sul podio, tra 8-10%, il partito populista euroscettico e anti-globalizzazione Živi zid, letteralmente “Muro Vivente”.

Si ferma al 6-8% la cosiddetta “Coalizione Amsterdam” o AMS, che riunisce ben sette partiti croati di ispirazione centrista e liberale, seguita dal partito conservatore Most, “Ponte”, tra il 5,5% e 7,5%.

 

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A cura di Samuele Nannoni

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Samuele Nannoni

Samuele Nannoni

Sono nato a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato alla triennale di Scienze Politiche a Firenze e alla magistrale di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Sono una persona solare e positiva, ottimista il più delle volte. Amo la natura e gli animali; non sopporto il politically correct. Mi piace andare controcorrente, scavare a fondo nelle questioni, mantenendo vivo il più possibile il mio spirito critico. Sono omosessuale; quindi, per definizione, diverso dalla maggioranza. Ne vado fiero, ma non sopporto chi ideologizza la propria identità sessuale. Non sono battezzato e mi definisco agnostico; so di non sapere e di non riuscire a comprendere. Tuttavia, nutro per le principali religioni del pianeta una vastissima curiosità, che ho esplicitato durante il mio percorso di studi accademici. Sono il fondatore e direttore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica Organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica da affiancare alle elezioni per la composizione di organi collegiali, ovvero Assemblee legislative.
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Samuele Nannoni

Sono nato a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato alla triennale di Scienze Politiche a Firenze e alla magistrale di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Sono una persona solare e positiva, ottimista il più delle volte. Amo la natura e gli animali; non sopporto il politically correct. Mi piace andare controcorrente, scavare a fondo nelle questioni, mantenendo vivo il più possibile il mio spirito critico. Sono omosessuale; quindi, per definizione, diverso dalla maggioranza. Ne vado fiero, ma non sopporto chi ideologizza la propria identità sessuale. Non sono battezzato e mi definisco agnostico; so di non sapere e di non riuscire a comprendere. Tuttavia, nutro per le principali religioni del pianeta una vastissima curiosità, che ho esplicitato durante il mio percorso di studi accademici. Sono il fondatore e direttore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica Organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica da affiancare alle elezioni per la composizione di organi collegiali, ovvero Assemblee legislative.
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