La Giordania è il terzo paese al mondo più povero d’acqua e in seguito alla guerra in Siria e al conseguente arrivo sul suolo giordano di centinaia di migliaia di rifugiati le già limitate risorse acquifere del Paese devono soddisfare il fabbisogno di una popolazione ancora maggiore.

Il Governo giordano insieme a diversi enti (tra cui in particolare l’americana Millennium Challenge Corporation (MCC) sta cercando soluzioni al problema. Si sta tentando, ad esempio, di migliorare il sistema di raccolta e trattamento delle acque reflue del Paese, ma soprattutto di migliorare le tubature dato che il 50% dell’acqua sembra vada smarrito proprio a causa di perdite.

Tra le soluzioni adottate spicca per apparente dissonanza culturale, quella di formare un team di donne idraulico.

La sopracitata MCC si è già occupata di formare tramite il progetto Water Smart Homes — Activity (WSHs-A) 30 donne idraulico nel Governatorato di Zarqa che hanno, a loro volta, fornito nozioni base e toolkits a più di 3.000 donne della stessa provincia.

Adesso, a due anni dal conseguimento del titolo professionale e visto il grande successo riscosso, vorrebbero conquistare la capitale Amman così da espandere il loro business.

Sicuramente gli aspetti positivi della faccenda sono numerosi: le donne ricevono, insieme al corso prettamente tecnico, un training sulla gestione di start-up, hanno un accesso facilitato ad eventuali finanziamenti per la microimpresa e si aprono dinanzi a loro diverse nuove opportunità lavorative.

In un paese come la Giordania, che possiede uno dei più bassi tassi di impiego femminile al mondo (solo il 14% della popolazione femminile è attiva secondo la World Bank), un team di donne idraulico è una sfida alla tradizionale suddivisione dei ruoli sulla base del genere ed in particolare alle norme sociali che fanno dell’idraulica un settore strettamente male-dominated.

Il perché siano state scelte delle donne rispetto a degli uomini per questo genere di corso professionalizzante è ben spiegato sul sito stesso dell’ente che si è occupato della formazione.

Sullo sfondo del sempreverde obiettivo di emancipazione femminile, accanto alla tradizionale motivazione della migliore gestione femminile delle risorse in ambito domestico, si staglia una motivazione che rende la donna idraulico una dissonanza culturale apparente:

Le donne idraulico in Giordania colmano un buco di mercato. A causa di norme culturali, molti clienti non sono a loro agio nell’avere un idraulico uomo che visiti la loro casa a meno che non sia presente un componente maschile della famiglia. Ciò significa che il marito o il figlio debbano assentarsi dal lavoro o che bisogna rimandare le riparazioni necessarie fino al loro arrivo, questo può essere facilmente evitato quando a svolgere il lavoro è una donna”.

L’augurio è che questo progetto possa espandere le possibilità lavorative delle donne giordane e non solo.

La speranza è che si possa aggiustare questo mondo fatto su misura per gli uomini, magari partendo proprio dalle sue tubature.


A cura di: Giovanna Cipolla

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Giovanna Cipolla

Classe 1993, Acquario, siciliana d’origine e prima di tre fratelli, dopo il diploma mi sono trasferita a Forlì per laurearmi tre anni dopo in Scienze Internazionali e diplomatiche con l’Alma Mater Studiorum di Bologna. Avendo compreso che il mondo della diplomazia non faceva per me, ho deciso di trasferirmi a Torino dove oggi sono post-graduate student in Scienze internazionali con profilo Middle East and North Africa politics. Nello studio del Medio Oriente ho trovato la mia personale quadratura del cerchio. Credo nel Mediterraneo come alternativa al modello Atlantico. Amo dipingere, pensare ed andare in direzione ostinata e contraria. Odio i pregiudizi almeno quanto il formaggio.
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Giovanna Cipolla

Classe 1993, Acquario, siciliana d’origine e prima di tre fratelli, dopo il diploma mi sono trasferita a Forlì per laurearmi tre anni dopo in Scienze Internazionali e diplomatiche con l’Alma Mater Studiorum di Bologna. Avendo compreso che il mondo della diplomazia non faceva per me, ho deciso di trasferirmi a Torino dove oggi sono post-graduate student in Scienze internazionali con profilo Middle East and North Africa politics. Nello studio del Medio Oriente ho trovato la mia personale quadratura del cerchio. Credo nel Mediterraneo come alternativa al modello Atlantico. Amo dipingere, pensare ed andare in direzione ostinata e contraria. Odio i pregiudizi almeno quanto il formaggio.
2 Comments

2 Comments

  • Rebecca

    24 Febbraio 2018 - 20:18

    Ho seguito e studiato il caso dei Mondiali di calcio femminile under 17, tenutisi in Giordania nel 2016. Esemplare è stato l’impegno della Fifa e del principe Ali Bin Al Hussein per promuovere il calcio femminile in quell’area del Medio Oriente, attraverso la costruzione di strutture e la formazione delle atlete.
    Grazie per questa nuova storia!

  • Le donne in India sono le nuove "portatrici di luce"

    23 Settembre 2018 - 13:33

    […] per le donne idraulico in Giordania, la figura femminile si è rivelata anche in questo caso di fondamentale importanza […]

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