The darkest hour (Elezioni in Ungheria e la riconferma di Orbàn)

La schiacciante vittoria di Orbàn

Per la terza volta consecutiva il popolo ungherese consacra il partito euroscettico e conservatore di Viktor Orbàn, Fidesz, con la maggioranza assoluta, portando il partito nazionalista ad una supremazia schiacciante di oltre due terzi del Parlamento, così da consentire al premier di poter modificare a proprio piacimento la Costituzione.

Si conferma secondo partito Jobbik, movimento di estrema destra con circa il 20% dei consensi,segue la sinistra con i Socialisti assieme ai Verdi con il 12% ed infine l’inesistente coalizione democratica.

Vincente alle elezioni parlamentari del 2010, il premier ungherese sin dall’inizio si è contraddistinto per le sue politiche ultra conservatrici e alla sua lotta all’immigrazione dominata da una forte vena xenofoba e intimidatoria.

Già nel 2015 l’Ungheria aveva costruito un muro lungo 14 metri al confine della Serbia per bloccare il flusso illegale dei migranti, ricoprendo le principali città ungheresi con vistosi manifesti xenofobi, volti ad alimentari gli stereotipi e le paure di un invasione migratoria.

La vittoria di Orbàn arriva al termine di un’elezione caratterizzata da un’altissima affluenza alle urne: “Il popolo ha deciso, il paese deve essere protetto”.

Chiaro è il messaggio lanciato a Bruxelles, che adesso dovrà fare i conti con gli ambiziosi progetti politici del primo ministro ungherese.

Ad un anno dalla manifestazione in favore della Central European University di Budapest, dove più di 80.0000 persone scesero in piazza a manifestare per una società più aperta e democratica l’Ungheria, oggi, si muove sempre più verso una politica illiberale.

A cura di Eugenia Nargi


Photo Credit: European People’s Party  License: Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

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