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Cosa Resterà di Queste Elezioni 2018? I meme

L’unico sollievo a lunghe campagne elettorali con contenuti non esaltanti? Aspettare il genio di qualcuno che, lontano nell’etere, trasformi la foto di un candidato politico in un’autentica opera d’arte contemporanea a 360°: la meme. Per Wikipedia una internet meme (essendo un termine inglese può essere italianizzato usando sia il maschile che il femminile) è “un’idea, stile o azione che si propaga attraverso internet, spesso per imitazione, diventando improvvisamente celebre. Il termine è usato anche per indicare delle immagini divertenti, ottenute modificando con delle scritte, generalmente in font Impact, la foto di un meme vero e proprio. In questo modo si dà una sorta di didascalia parodica alla foto originale”.

Insomma un contenuto apparentemente semplice e un po’ sgranato, che può celare però al suo interno una profonda analisi socio-esistenziale della politica; oppure può essere solo una cazzata ironica che fa ridere e va bene così.

Mai come per queste elezioni del 4 marzo abbiamo vissuto un’ondata massiccia di nuove viral meme quotidiane, cose che rimarranno negli annali della storia della politica italiana.

La campionessa indiscussa è Giorgia Meloniaka Giorgia Watermelons – capace di produrre, forse a sua insaputa, una quantità di contenuti viral e di reaction pics da andarci avanti per ere geologiche. Notevoli i video realizzati dal candidato e pubblicati dai suoi profili social come quello qui sotto, “che nemmeno gli intro video all’Eurovision”…

Solo il secondo posto per l’infaticabile dispenser di sciocchezze Matteo Salveenee che ci aveva abituato a grandi dosi di trash ma che, alla fine, è solo riuscito a protestare contro la povera Elsa di Frozen, perché “i problemi degli italiani vanno al primo posto”.

Al terzo posto, aggiunto in extremis grazie a quel “sei scaduto”, l’ultra centenario Cavalier Silvio Berlusconi, il cui intramontabile inno “Menomale che Silvio c’è” ha raggiunto la prima posizione nella top 50 viral di Spotify. 

Il Premio di? Della Critica se lo aggiudica meritevolmente il Movimento Cinque Stelle che anche questa volta ha saputo tenere alta l’asticella del disagio, non solo con notizie che nemmeno Lercio.it ma anche con una magistrale interpretazione di Chiara Appendino nella pellicola  “Non votare con chi gioca con le tue paure, vota M5S”.

Grande assente il Matteo -keffàà?- Renzi, poco presente anche nelle percentuali di camera e senato, così come Peter Curvy e il suo Liberi e Uguali.

Anche quando durante quella lunghissima Maratona Mentana, exit poll dopo exit poll, ad un certo punto sembrava di vivere in un episodio di Black Mirror, quando si attendeva inutilmente un crossover con la cerimonia di premiazione degli Oscar mentre qualcuno invocava Alessandro Borghese per arrivare a ribaltare il risultato, il flusso di meme è stato capace di consolarci lì dove ne avevamo bisogno. E ne avremo bisogno per sempre.

Per concludere, una breve carrellata di meme che consiglio vivamente di salvare e riciclare quanto prima; ideali da sfoderare nei tempi morti di una chat su Whatsapp o su TinderRingrazio Lavinia Crivellari per aver contribuito massicciamente a questa raccolta di figurine, oltre che ad essere stata una valida spalla su cui piangere.

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Matteo Carlino

Nato a Genova 21 anni fa, studio Scienze della Comunicazione in UniTo e sono Rappresentante universitario di PRime Torino, una no-profit universitaria di comunicazione e organizzazione eventi. Amo vivere la città di notte, scattare foto storte e tutto quello che riguarda schermi retroilluminati. Il binge watching di serie tv è la mia religione.
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