Alla scoperta delle coalizioni elettorali: il Centrosinistra

Ci siamo quasi. Il giorno delle elezioni si avvicina. Mentre la campagna elettorale raggiunge il suo apice e i leader saltellano da un salotto televisivo all’altro, gli elettori ancora indecisi cercano di decodificare gli spot elettorali e scoprire la vera sostanza dei partiti in campo. Oggi approfondiremo cosa propone una delle tre principali coalizioni elettorali: il centrosinistra.

CHI FORMA LA COALIZIONE

L’egemonia del Partito Democratico di Matteo Renzi (capo politico designato) sulla coalizione è indiscussa, data anche l’asimmetria dei bacini elettorali dei suoi alleati. Ad esso si aggiunge poi la lista unica di Insieme (nata dall’unione di Verdi, Socialisti, Area Civica) e soprattutto +Europa di Emma Bonino, storica leader radicale che pone le battaglie per ambiente, diritti e un’Europa più unita e democratica al centro della propria azione politica. Sulla scia della recente esperienza di governo, infine, al PD si affianca Civica Popolare, la lista della Lorenzin che punta a raccogliere i voti dell’area cattolica e moderata.

IL PROGRAMMA

Renzi e alleati rivendicano pienamente la stagione riformista degli ultimi governi, e propongono quindi un programma incentrato sulla seria prosecuzione del lavoro della passata legislatura. Contrariamente alle altre coalizioni, dunque, mancano proposte pirotecniche che colpiscano l’immaginario degli elettori (e il debito pubblico nazionale).

ECONOMIA E INTERNI. La coalizione si propone di rafforzare le misure di sgravi fiscali per chi assume a tempo indeterminato, in primis abbassando il costo dei contributi. Si propone poi d’implementare le misure per il rafforzamento dei ceti medio-bassi adottate finora, ad esempio estendendo la misura degli 80€ anche ai nuclei familiari finora esclusi ma con figli a carico.

La forte attenzione per il settore dell’istruzione pubblica porterebbe all’aumento delle risorse per nuove assunzioni di personale scolastico e lo sblocco di nuovi finanziamenti per la ricerca universitaria. Prioritaria resta inoltre la riforma e la semplificazione della pubblica amministrazione, per la quale viene proposto un apposito percorso di digitalizzazione di alcuni servizi; inderogabili anche i passi avanti per un modello di sviluppo nazionale più ecologico e sostenibile nel tempo.

ESTERI. Nodo di Gordio dell’intero dibattito nazionale, la questione migratoria resta l’argomento preferito dei competitor politici del centrosinistra, soprattutto a destra. Renzi rivendica però il lavoro fatto nella recente legislatura, dove i governi a guida PD si sono concentrati sulla chiusura dei canali migratori; questo ha portato da un lato allo storico accordo con la Libia per impedire le partenze dei barconi, dall’altro al lancio della missione italiana in Niger.

L’Unione Europea rappresenta l’altro pilastro del programma di politica estera del centrosinistra. Unica coalizione dichiaratamente europeista tra le principali di queste elezioni, da un lato ci si propone di superare i punti deboli dell’Unione – come il trattato sulle quote migratorie (Dublino 2003, firmato dall’allora governo Berlusconi) e il fiscal compact – mentre dall’altro si punta decisi verso un approfondimento del federalismo europeo, attraverso la promozione di un’unione sociale e fiscale europea.

SPERANZE DI GOVERNO

Nato per riunire sotto un unico partito tutta l’area di centrosinistra, il PD si ritrova a pagare la sconfitta al referendum dello scorso anno e la scissione della vecchia guardia del partito nella lista di Liberi e Uguali. Nonostante le simmetrie programmatiche appaiano assai più forti tra Renzi e Grasso piuttosto che tra Salvini e Berlusconi, ancora una volta la sinistra si presenta alle elezioni divisa dalle antipatie personali dei suoi leader e dai rancori della vecchia classe dirigente bersaniana-dalemiana.

A poche settimane dalle elezioni, i sondaggi appaiono concordi nel ritrarre il centrosinistra come sfavorito, penalizzato dal dominio delle destre al nord e la scalata pentastellata nel meridione. Se appare quindi difficile che raggiunga il governo come coalizione, è d’altra parte possibile che una frammentazione delle forze politiche avversarie al momento della formazione dell’esecutivo riapra nuovi scenari.

D’altronde, è proprio la nostra storia politica ad insegnarci che i sondaggi nascono per essere ribaltati. Se Berlusconi e Salvini sembrano cavalcare a braccetto verso il prossimo esecutivo, è possibile che questi ultimi giorni di campagna elettorale riservino loro delle grosse sorprese.


A cura di Francesco Merlo

 

Immagine di copertina da Wikimedia Commons. Licence: CC BY-SA 4.0

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Francesco Merlo

Cresciuto tra i palazzi del Rinascimento fiorentino e i cinghiali dell’Appennino toscano, ho coltivato la mia passione per le Relazioni Internazionali a Firenze, Lione (Sciences-po), Bruxelles, Torino e Londra (SOAS).
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