Intervistato nella trasmissione Coffee Break, in onda tutte le mattine su La7, Silvio Berlusconi ha esposto le sue idee e i suoi progetti circa le principali questioni oggetto dell’imminente campagna elettorale. Non sono ovviamente mancati gli attacchi e le critiche, rivolte in modo pressoché esclusivo al Movimento5Stelle: il “vero avversario”, come lo definisce Berlusconi. Certo, i numeri dei sondaggi fino ad ora sembrano non dargli torto. Il Partito Democratico, infatti, unito alla piccola coalizione con cui si presenterà alle elezioni, risulta ancora alquanto lontano dalle percentuali che i sondaggi conferiscono alla coalizione di centrodestra.

Ma è proprio questo il punto, il nodo della questione; il centrodestra. L’impressione che si ha ascoltando il cavaliere è che egli non consideri o finga di non considerare chi siano gli alleati di Forza Italia; ovvero, la Lega (Nord) di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. E si ha questa impressione, in particolare in due punti chiave dell’intervista.

Il primo, quando Berlusconi espone la sua proposta di ciò che egli definisce reddito di dignità. Un provvedimento per contrastare l’emergenza della povertà ispirato alla misura proposta dall’economista Milton Friedman, che parlava di “imposta negativa sul reddito”. Forse Berlusconi non sa, o lo sa fin troppo bene, che una simile proposta lo avvicina di non poco al cavallo di battaglia del M5S (l’ormai famoso reddito di cittadinanza) nonché ad un provvedimento introdotto e sostenuto dal PD, entrato in vigore il 1° dicembre di quest’anno (è il reddito di inclusione (REI). Dunque, tre partiti, tre redditi, poche differenze. Certo, il provvedimento avanzato dal M5S avrebbe copertura più ampia, ma in tutti e tre i casi si tratterebbe di una manovra finalizzata a fronteggiare la mancanza di lavoro e di occupazione, quindi di un guadagno. Una manovra, in ciascuna di queste sue tre simili sfaccettature, osteggiata o comunque non condivisa da entrambi gli alleati di Forza Italia, che, vestendo i panni paradossali di una sinistra che ormai non esiste più, parla di lavoro. Questa è la priorità: il lavoro.

Per il M5S il lavoro sarà sempre meno, poiché l’avanzamento tecnologico farà sì che sempre meno uomini saranno necessari per il funzionamento di sempre più macchine e robot; ecco il perché della necessità di un reddito di cittadinanza. Per ciò che potremmo definire un “grande centro moderato” che va dal PD a Forza Italia, al contrario, le cose non stanno esattamente così; quella del M5S è una visione talmente futura e incerta da apparire ancora come intangibile. Il lavoro, invece, manca a causa della crisi e della mancata o quantomeno assai lenta ripresa economica del nostro paese. Ma come mai questa ripresa tarda così tanto ad arrivare?

Ebbene, il responsabile economico della Lega (Nord) – nonché probabile futuro candidato alla guida del Ministero dell’Economia in caso di vittoria del centrodestra e di un sorpasso della Lega su Forza Italia – Claudio Borghi Aquilini, in un’interessante intervista al blog indipendente byoblu, sostiene che a non consentire la ripresa economica e soprattutto l’occupazione in Italia sia la politica monetaria della Banca Centrale Europea, restia a stampare moneta e ad immetterla sul mercato europeo. La creazione di denaro e la sua immissione nel mercato italiano porterebbe dunque alla soluzione di quello che Borghi definisce “il primo problema dell’Italia”: il lavoro, appunto. Non la corruzione, non l’immigrazione – «che diventa sbagliata proprio perché non c’è il lavoro; se ci fosse il lavoro, andrebbe bene anche l’immigrazione» – ma il lavoro. E per quale motivo la BCE non stampa moneta? Semplice, perché a “comandare” in Europa, prosegue Borghi, è la Germania; un paese che non ha alcun problema di occupazione e che, allo stesso tempo, è creditore nei confronti della BCE di oltre 700 miliardi di euro; la metà del PIL italiano. Pertanto, la Germania si oppone alla creazione ulteriore di denaro poiché ciò comporterebbe un’inflazione ed una parallela svalutazione (perdita di valore) dell’euro, contraria ai suoi interessi di creditore. Inflazione che peraltro, secondo Borghi, nel nostro paese non si realizzerebbe almeno per un lungo periodo iniziale, dal momento che la massa monetaria liberata in uno stato con un’alta percentuale di disoccupazione come il nostro avrebbe come unico effetto iniziale quello di far rientrare la disoccupazione stessa. E dunque, come uscire da tale impasse? Com’è forse noto, Claudio Borghi Aquilini è uno tra i primi promotori dell’uscita dell’Italia dalla moneta unica, giudicata troppo forte con i forti (Germania e nord Europa) e troppo debole con i deboli (Italia e sud Europa).

Eccoci infine al secondo ed ultimo punto di palese divergenza tra Berlusconi e i suoi alleati; l’Unione Europea. Berlusconi ha affermato di essersi già prodigato in passato – promettendo che continuerà a farlo – per la realizzazione di decisi passi avanti nel segno dell’integrazione europea, istituendo una politica estera e di difesa comune dell’Unione. Che dire, un’idea tanto condivisa dalla controparte avversaria del “grande centro moderato”, ovvero il PD, quanto osteggiata dagli alleati Salvini e Meloni, che vedono nel disegno europeo per come è stato realizzato sino ad ora la realizzazione di un progetto liberista destinato ad annientare le tutele, i diritti e le libertà dei nostri sistemi sociali.

Insomma, sulle due questioni centrali della prossima campagna elettorale, il lavoro e il futuro dell’Europa il centrodestra appare già frantumato in mille pezzi.

Berlusconi ha poi concluso l’intervista rassicurando gli elettori: il programma lo abbiamo già, mi vedrò presto con Salvini e Meloni per la definizione di alcuni punti.

Attendiamo fiduciosi.

A cura di Samuele Nannoni


Foto di copertina Credit by: paz.ca License: CC BY 2.0

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Samuele Nannoni

Samuele Nannoni

Sono nato a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato alla triennale di Scienze Politiche a Firenze e alla magistrale di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Attualmente lavoro nella Event Division di un'azienda che opera nel settore delle energie rinnovabili. Sono una persona solare e positiva, ottimista il più delle volte. Amo la natura e gli animali; non sopporto il politically correct. Mi piace andare controcorrente, scavare a fondo nelle questioni, mantenendo vivo il più possibile il mio spirito critico. Sono il fondatore e direttore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica Organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica da affiancare alle elezioni per la composizione di organi collegiali, ovvero Assemblee legislative.
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Sono nato a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato alla triennale di Scienze Politiche a Firenze e alla magistrale di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Attualmente lavoro nella Event Division di un'azienda che opera nel settore delle energie rinnovabili. Sono una persona solare e positiva, ottimista il più delle volte. Amo la natura e gli animali; non sopporto il politically correct. Mi piace andare controcorrente, scavare a fondo nelle questioni, mantenendo vivo il più possibile il mio spirito critico. Sono il fondatore e direttore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica Organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica da affiancare alle elezioni per la composizione di organi collegiali, ovvero Assemblee legislative.
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