Negli ultimi anni si è tornati a parlare con vivacità delle migrazioni in uscita dall’Italia, specie da quando nel 2014 il saldo tra persone in entrata e persone che hanno lasciato il paese è tornato negativo[1].

Tra le mete preferite dagli italiani c’è sicuramente Berlino, città che tradizionalmente – anche per la sua particolare storia – non ha mai ospitato una grande comunità italiana, ma che è diventata destinazione prediletta di giovani europei proprio negli anni della crisi economica. Se la Germania resta infatti in assoluto una della mete preferite dai nostri espatriati, è nella capitale che la presenza italiana vede la crescita più importante[2].

Dal 2008 ad oggi la comunità italiana a Berlino è quasi raddoppiata, passando da 14.964 a 29.405 persone con sola cittadinanza italiana (dicembre 2017). Gli italiani naturalizzati tedeschi sono altri 7.000 circa.
Gli anni di maggiore crescita si sono avuti a partire dal 2011 e 2012, con un picco nel 2013 di 2.922 arrivi, per tornare poi, gradualmente, a ridimensionarsi (nel 2017 sono 1.238, sempre più di quanto non fossero prima del 2011).
Questi numeri, formati in grandissima misura da persone tra i 15 e i 45 anni, corrispondono a fasi diverse della presenza italiana e più in generale sud-europea a Berlino. Non solo, infatti, si può distinguere tra una vecchia generazione e una nuova, ma anche in questi ultimi dieci anni le tipologie di persone e di ragioni che le hanno portate nella capitale tedesca hanno visto delle variazioni.

Negli anni che hanno preceduto la crisi e in quelli immediatamente successivi erano soprattutto giovani guidati da motivazioni culturali e di stile di vita, o anche da ragioni d’amore: si parla di “generazione Erasmus”, per il ruolo dei programmi istituzionali nell’aprire all’Europa come orizzonte delle proprie scelte di mobilità.
Dal 2011 in poi, come si vede dai numeri, c’è stato uno spostamento molto più massiccio e caotico, grazie all’intreccio della crisi economica con una rinnovata attrattività di Berlino, nuova “città del momento”.
Gli ultimissimi anni invece hanno visto di nuovo una migrazione più contenuta e più preparata all’arrivo, anche perché sono cambiate alcune delle condizioni che rendevano facile l’inserimento nella città, primo tra tutti il fatto di non essere più così economica.

 

Al boom degli arrivi, dal 2011 in poi, hanno contribuito diversi fattori. Da un lato la crisi economica che ha morso particolarmente in quegli anni e che ha portato molti giovani a proiettare altrove le proprie aspettative, dall’altro una serie di elementi che hanno orientato verso Berlino i nuovi italiani all’estero. Tra questi il costo della vita molto inferiore a quello di altre capitali europee (Londra in primis), la possibilità di incontrare una quantità di giovani da tutto il mondo in un clima di libertà, il mito della Germania piena di opportunità e dove tutto funziona, e l’immagine di una città in cui è possibile cavarsela tranquillamente con l’inglese.
Berlino, città tedesca atipica, è stata il compromesso ideale per chi voleva provare la sua strada nella maggiore potenza economica europea, ma, al tempo stesso, non voleva davvero vivere in Germania. Anche la presenza di una crescente comunità italiana di recente immigrazione è stata di per sé un elemento capace di attrarre altri italiani, attraverso le conoscenze personali e l’assistenza che offre la presenza di connazionali.

Il futuro di questa mobilità è incerto: il rincaro degli affitti e un’emergenza casa drammatica hanno cambiato il contesto che trovano i giovani espatriati all’arrivo. D’altra parte si dovrà vedere come cambieranno le condizioni economiche-lavorative in Italia, anche se al momento le partenze non sembrano rallentare.

Berlino resta una città attraente e tuttora ha tanti vantaggi (ma anche difetti) rispetto ad altre destinazioni. Di certo il messaggio che arriva da chi è giunto nella città in questi anni è cambiato, e una maggiore conoscenza di Berlino e delle sue difficoltà costringerà chi vuole partire a una valutazione più attenta delle opportunità e dei rischi di questa scelta.

A cura di Fabio Santoro

 

[1] Marialuisa Stazio, Esploratori e fuggiaschi. La mobilità giovanile italiana nella Berlino che cambia, Mimesis Edizioni, Milano 2017, p. 3

[2] Alvise dal Pra’, Giovani italiani a Berlino: nuove forme di mobilità europea, in «AltreItalie» 33, 2006

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Fabio Santoro

Nato nel 1992, sono cresciuto tra la bassa parmense e Parma città, dove ho frequentato le scuole fino al liceo. Mi sono trasferito a Torino ormai cinque anni fa per studiare Filosofia, e quindi Scienze Internazionali, di cui sto frequentando l'ultimo anno. Da sempre attratto da tutto ciò che ha a che fare con la politica, i miei interessi sono vari, a volte anche un po' dispersivi, ma concentrati per lo più nell'area del nostro vecchio continente.
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Fabio Santoro

Nato nel 1992, sono cresciuto tra la bassa parmense e Parma città, dove ho frequentato le scuole fino al liceo. Mi sono trasferito a Torino ormai cinque anni fa per studiare Filosofia, e quindi Scienze Internazionali, di cui sto frequentando l'ultimo anno. Da sempre attratto da tutto ciò che ha a che fare con la politica, i miei interessi sono vari, a volte anche un po' dispersivi, ma concentrati per lo più nell'area del nostro vecchio continente.
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