Alla scoperta delle coalizioni elettorali: il Centrodestra

Con le elezioni sempre più vicine, adesso siamo nel vivo della campagna elettorale. Se è vero che molti elettori sono ancora indecisi verso quale partito (o coalizione) esprimere il loro voto, proponiamo una piccola guida alla scoperta di una delle coalizioni protagoniste delle prossime elezioni: il centrodestra. 

CHI FORMA LA COALIZIONE 

Forza ItaliaLega Nord, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia: queste sono le quattro forze politiche che si presenteranno in coalizione in vista del 4 Marzo. I leader dei partiti sopra enunciati sono, rispettivamente, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Giorgia Meloni; l’ultimo partito, nato nel Dicembre dello scorso anno, dichiaratamente pro-Berlusconi, è formato da sei leader: Enrico Costa (ex ministro degli Affari Regionali), Maurizio Lupi (che ha rotto con gli alfaniani di Ap), Raffaele Fitto (alla guida di Direzione Italia), Saverio Romano (di matrice verdiniana), Flavio Tosi (ex Lega Nord) e Enrico Zanetti (già segretario di Scelta Civica). Ecco il riassunto del programma, articolato in 10 punti, che disegna la proposta politica del centrodestra in questa campagna elettorale. 

IL PROGRAMMA POLITICO 

1) Meno tasse. È uno dei cavalli di battaglia della proposta del partito di Silvio Berlusconi e uno dei temi sui quali è possibile portare più italiani alle urne. La riforma della fiscalità del centrodestra, volta a gravare meno sulle spalle degli italiani, prevede l’introduzione di una flat tax (un’aliquota unica fiscale per le famiglie e le imprese), in previsione dell’introduzione di una no tax area e di un sistema di deduzioni fiscali a esenzione dei redditi bassi. Fra gli altri punti, ritornano alcune proposte note alle passate campagne elettorali condotte dallo stesso Silvio Berlusconi: l’eliminazione dell’imposta sulle donazioni e sulla successione, della tassa sulla prima casa (IMU), del bollo auto e della tassa sui risparmi.

2) Meno stato invadente, più stato efficiente, più società. All’interno di questo punto, troviamo la chiusura di Equitalia (con conseguente slittamento delle responsabilità di quest’ultima in capo agli enti locali, che avrebbero piena autonomia nel decidere i metodi di riscossione delle imposte), abolizione al limite dell’uso del contante e un piano di investimenti per il Mezzogiorno italiano, con la finalità di abbattere il gap rispetto al resto d’Italia. Trova spazio in quest’area anche un piano straordinario per le zone terremotate. 

3) Meno vincoli dall’Europa. Un’altra proposta “forte” della coalizione, fra le più pubblicizzate durante questa campagna elettorale dai candidati della coalizione: la revisione dei trattati europei, la lotta alle politiche di austerità, la rivendicazione della prevalenza della nostra Costituzione rispetto al diritto comunitario per recuperare una parte di sovranità ceduta all’unione europea, la tutela e la valorizzazione del Made in Italy, sono solo alcuni propositi che parlano direttamente alla pancia degli italiani, laddove, adesso più che mai, l’Unione Europea sembra godere di un diffuso scetticismo generale. 

4) Più aiuto a chi ne ha bisogno. Ancora Silvio Berlusconi, poco prima di inaugurare la propria campagna elettorale, dalla trasmissione televisiva di Barbara D’urso Domenica Live, ha promesso agli italiani, qualora vincesse la coalizione di centrodestra, di includere anche le mamme nel trattamento previdenziale e un aumento delle pensioni minime a 1000 Euro. Oltre a ciò, all’interno di questo punto, troviamo l’eliminazione della Legge Fornero, il raddoppio dell’assegno minimo per le pensioni di invalidità e sostegno alla disabilità. 

5) Più sicurezza per tutti. Altro tema “scottante” di questa campagna elettorale, uno dei punti che vede maggior condivisione fra le forze della coalizione, nonostante gli iniziali dissensi interni che adesso sembrerebbero essere venuti meno. L’obiettivo di una maggior sicurezza sarebbe perseguito attraverso la ripresa del controllo dei confini statali, il rimpatrio di tutti i clandestini, il blocco degli sbarchi con respingimenti assistiti attraverso la stipula di nuovi trattati con i Paesi di origine dei migranti economici, l’introduzione della difesa che “è sempre legittima”, la creazione di un piano Marshall per l’Africa. 

6) Più garanzie per ciascuno. Una nuova disciplina per le intercettazioni e la custodia preventiva, la separazione delle carriere fra magistratura inquirente e giudicante, una riforma generale (e complessiva) per assicurare il diritto a tutti ad un giusto processo, sono alcuni dei temi propinati dal centrodestra per garantire maggior sicurezza sia ai singoli individui, sia alla collettività.

7) Più sostegno alla famiglia. Tema caro da sempre alle forze di centrodestra, che riconoscono la famiglia tradizionale come primo e fondamentale nucleo della società. A favore delle famiglie italiane, è previsto un piano straordinario per favorire una maggior natalità, con asili nido gratuiti e l’esborso di assegni familiari in misura più che proporzionale al numero dei figli, la difesa delle pari opportunità e tutela delle donne anche attraverso il riconoscimento pensionistico delle madri (anticipato al punto 4), la piena occupazione dei giovani attraverso un rafforzamento di misure già esistenti, quali stage e formazione aziendale.  

8) Più qualità nella scuola, nell’università e nella sanità pubblica. A favore di una migliore qualità dei servizi offerti dal settore pubblico, è prevista la cancellazione di alcune norme approvate con il disegno di legge denominato “Buona Scuola” (governo Renzi), un piano per ammodernare l’edilizia scolastica, l’azzeramento progressivo del precariato e il rilancio dell’Università italiana per farla tornare ad occupare il ruolo di piattaforma primaria della formazione. 

9) Più autonomie territoriali, migliore governo centrale. Dentro questo punto del programma viene rispolverato un tema particolarmente caro al leader di Forza Italia: l’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Il programma propone inoltre una riduzione del numero dei parlamentari (tema non nuovo all’opinione pubblica), l’introduzione del vincolo di mandato (oggi vietato dalla nostra Costituzione, con il divieto di mandato imperativo), il rafforzamento delle autonomie locali e regionali da perseguire attraverso un modello di federalismo che porti maggior autonomia agli enti regionali, attribuendogli alcune responsabilità oggi in capo allo stato centrale. 

10) Più tecnologie, cultura e turismo. Tutela dell’ambiente, efficientamento energetico. Completano il programma, le proposte contenute all’interno di quest’ultimo punto, narrate in termini molto generali: lo sviluppo e la promozione della cultura e del turismo, la tutela dell’ambiente, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, il sostegno alle start-up innovative e maggiori investimenti nel campo delle energie rinnovabili, chiudono le promesse di questa campagna elettorale che legano il centrodestra ai propri elettori. 

SPERANZE DI GOVERNO 

I punti principali, come detto, riguardano l’abbassamento delle tasse, una maggiore indipendenza dall’Europa e un aumento degli investimenti in sicurezza. Il nome del capo del futuro eventuale governo di centrodestra sarà scelto, secondo quanto detto da Berlusconi e Salvini, da chi prenderà più voti all’interno della coalizione. Restano comunque alcuni punti interrogativi per chi sarà chiamato ad attuare il programma politico sopraelencato, per almeno tre motivi: 

1) L’obiettiva sostenibilità dell’introduzione della flat tax e della riforma fiscale più in generale. Il costo complessivo della riforma ammonterebbe, secondo il leader di Forza Italia, a 100 mld, che pensa di trovare con relativa tranquillità, dato che, poco tempo fa, ha ribadito ai massimi vertici delle istituzioni europee che le coperture che il centrodestra sarà in grado di trovare ammontano complessivamente a 270mld. Sarà vero, o la riforma della flat tax è una “proposta da fatina blu”, come si è espresso in proposito il Ministro dell’Economia uscente, Pier Carlo Padoan?  

2) Il centrodestra deve pur sempre vincere le elezioni. Momentaneamente, secondo gli ultimi sondaggi disponibili, la forza in coalizione si attesterebbe al 37% in leggero calo, non molto lontano dalla soglia del 40% che permetterebbe loro di governare, ma comunque con dei numeri in mano che non permetterebbero loro di formare un governo. 

3) I facili proclami da campagna elettorale. Le proposte fatte durante la campagna elettorale (dentro e fuori dal centrodestra), sono solo semplici slogan “acchiappavoti” o hanno una reale consistenza alle loro spalle?

Ai posteri l’ardua sentenza.

 

A cura di Sacha Tellini


Link:

Il Post

Il Giornale.it

Repubblica.it


Immagine di copertina: /2017/01/13/italia/politica/ Credit by: https://telenord.it/ Licenza: CC BY2.0

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Sacha Tellini

Nato il 12 Febbario 1991 a Bagno a Ripoli (FI), ho alle spalle una formazione nel mondo della comunicazione: prima ho conseguito la laurea in Comunicazione, Media e Giornalismo presso la facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze, poi ho concluso un Master in Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di Eventi, presso la facoltà di Lettere e Filosofia, sempre a Firenze. Amante della semplicità e animato da un forte spirito di condivisione, mi piace andare alla ricerca di novità che portino curiosità all'interno della mia vita.
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