Da molti anni ormai, chi si collega sulle frequenze di Radio24 dalle 18.30 alle 20.45 circa ha la possibilità di vivere un’esperienza unica nel suo genere: ascoltare “La Zanzara”. Per chi non lo conoscesse, è un programma condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, in cui chiunque è completamente libero di intervenire per dire la sua su temi tra i più disparati. Il “completamente” serve per demarcare la differenza rispetto a un qualsiasi altro programma radiofonico, dove chi interviene è banalmente tenuto ad attenersi alle basilari regole di pudore e quieto vivere. A “La Zanzara” ciò non è richiesto. Anzi, molte volte è preteso l’esatto opposto. Il risultato è un’armonica caciara, un circo radiofonico dove Cruciani non doma i propri leoni, ma li addestra a sguazzare nel fuoco del chaos e del politicamente scorretto. Un’arena senza recinti, dove il degrado non conosce confini.

Sono molteplici i programmi del palinsesto di Radio24 che negli anni hanno dato prova di comprovata premura verso il senso critico e la ragione. “La versione di Oscar”, di Oscar Giannino; “Focus economia”, di Sebastiano Barisoni; Smart City, di Maurizio Melis; MELOG, di Gianluca Nicoletti, 24 Mattino, Obiettivo salute e tanti altri. Quasi tutti, ma non La Zanzara.

Anche per questo esserne un ascoltatore, o addirittura far parte di coloro che, anche saltuariamente, telefonano in diretta, ti rende inevitabilmente complice di tutto ciò. Malgrado tu possa considerare aberrante Cruciani e tutta la sua strepitante cricca di adepti, benché tu possa provare intima vergogna e indignazione dopo l’ennesimo sproloquio del Luca da Cuneo, Mauro da Mantova o del “Grillino palermitano” di turno, rimarrai sempre e comunque uno “zanzaroso”. Sia che ciò avvenga come atto d’amore verso il proprio “Crux”, considerato l’ultimo baluardo contro il “radical chicchismo globalista sans Frontières”, sia che ciò avvenga per godere di una più o meno cospicua dose di risate e cazzeggio, visto che, come ricorda Califano nella sigla d’apertura, tutto il resto è noia.

Perché ascoltare la Zanzara?

  • Le perle della regia. La vera protagonista della trasmissione ed il merito è tutto di Pietro la Corte. Oltre a dover assecondare ogni esigenza di Cruciani, come i noti “giù l’audio“, “chiama Tizio, richiama Caio“, negli anni l’udito degli ascoltatori è stato deliziato da un’infinità di memorabili Jingle. Gran parte di essi sono stati riproposti nel corso di numerose puntate, contribuendo ad alimentare un senso di comunità tra ascoltatori e trasmissione. Come non menzionare il “Pontida Jingle“, “Fitusi Jingle“, “Zanzara a tutto foho” o le sfuriate di Don de Capitani contro Salvini.

 

 

 

  • Parenzo e la Maggioranza Silenziosa Parenziana. In un Paese in cui l’attività più comune pare essere quella del seminatore di odio, c’è chi si oppone fermamente a questa deriva “cattivista”. In un Paese in cui tutti sembrano voler armarsi e sparare al primo ladro di cannucce, c’è chi si reca in biblioteca a studiare, in ufficio a lavorare in maniera onesta o alla Feltrinelli ad acquistare “I falsari”. Questa è la Maggioranza Silenziosa Parenziana. Essa incarna non soltanto il miglior anticorpo al fascioleghismo, ma costituisce il solo argine al sovranismo e al divampare di un’idea d’Italia fatta solo di urla, paura ed ignoranza. Di seguito, una delle hit di maggior successo di David Parenzo: l’imitazione del neo eurodeputato leghista Antonio Maria Rinaldi.

 

 

  • Giornalista e speaker radiofonico classe 1976, Alberto Gottardo è nato a Camposampiero in provincia di Padova. Anche lui, come David Parenzo, è veneto. Si può definire la terza voce della Zanzara, nonostante sia presente soltanto occasionalmente. Si autodefinisce parenziano, ma i due sono molto diversi. Gottardo, per prendere in prestito un’espressione di Diego Fusaro, è un turbocattolico. Su certe posizioni, in primis in merito alla legalizzazione delle droghe leggere, ha delle idee molto simili a quelle di Adinolfi. Nonostante ciò, si dimostra uno show-man di prima fascia. Indole da battutista e provocatore nato, Gottardo rilancia sempre, sfidando i tanti ascoltatori che regolarmente non perdono occasione per denigrarlo e offenderlo.
  • Ascoltare la radio è sempre un piacere. Ancor di più i podcast. La radio è un mezzo di informazione che predilige il ragionamento, il dialogo e l’approfondimento. Ovviamente non è questo il caso della Zanzara, l’eccezione che conferma la regola. Ogni programma radiofonico degno di chiamarsi tale inoltre partorisce, dopo essersi concluso, il relativo podcast. Il podcast della Zanzara, in particolare, consente di evitare la massiccia dose di pubblicità e di aggiornamenti su borsa, meteo, traffico ecc.
  • Comprendere il Paese reale. C’è una fetta di ascoltatori che si informano guardando le trasmissioni di Giordano o Del Debbio, leggendo quotidiani come Libero o la Verità o semplicemente frequentando i profili social di Giorgia Meloni o Matteo Salvini, per esempio. Un’altra fetta di ascoltatori, quella che talvolta si sintonizza su Radio24 alle 18.30 nel segreto dell’abitacolo, mentendo ai propri amici con frasi come “ho smesso di ascoltare Cruciani perché è davvero esagerato”, spesso vive dentro una “bolla”. Chi studia, ha frequentato il liceo, prepara esami, pianifica un Erasmus a Stoccolma, parla fluentemente tre lingue, vive nei centri urbani, oggi stenta a comprendere il famoso “Paese reale”. Ascoltare “la Zanzara” è un modo utile per interfacciarsi anche con quel tipo d’Italia, apprendendone le ragioni, gli umori, le pulsioni. Detto ciò, non dimenticate mai: Sine ira et studio. Sine ira et studio.

A cura di Michele Seremia

 

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Michele Seremia

Michele Seremia

Nato a Fiesole il 25/02/1993, sono iscritto al corso magistrale di Scienze Politiche - Politica, istituzioni e mercato. Fedelmente al mio percorso di studi seguo con sinistro interesse la politica nel suo complesso, con patologica fissazioni per elezioni e campagne elettorali. D'estate mi trasformo in casellante. Autunno, inverno e primavera tifo Milan.
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Nato a Fiesole il 25/02/1993, sono iscritto al corso magistrale di Scienze Politiche - Politica, istituzioni e mercato. Fedelmente al mio percorso di studi seguo con sinistro interesse la politica nel suo complesso, con patologica fissazioni per elezioni e campagne elettorali. D'estate mi trasformo in casellante. Autunno, inverno e primavera tifo Milan.
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